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«Con tre tavoli non riapro ma il pessimismo è inutile Ecco la vetrina virtuale»
cecina
Il “come” è ancora molto incerto. E anche il “quando” non è poi così chiaro. Perché se è vero che la data fissata per la riapertura dei ristoranti è il primo giugno, è anche vero che le cose cambiano spesso. E continuamente. Andrea e Francesco Bacci gestiscono la ristopescheria “Da Mery”, locale storico a Marina di Cecina.
Il lato pescheria funziona, ma c’è un grande interrogativo: aprire o non aprire il ristorante?
«Abbiamo solo dieci tavoli - dice Andrea Bacci - e se dovessero esserci norme sul distanziamento troppo restrittive tali da costringerci a lasciarne solo tre o quattro, preferiamo non aprire il ristorante. Ma vogliamo cercare di prendere il lato positivo di tutta la questione, perché se continuiamo ad essere pessimisti non ne usciamo più».
Nel “prima” la famiglia Bacci accoglieva i clienti nel suo locale e li accompagnava ai tavoli, mettendo in mostra nella vetrina frigo il pescato del giorno. La fotografia del “dopo”, in questo caso, non è una sala mezza svuotata dai tavoli, ma è un ristorante virtuale. A partire dalla vetrina.
«L’idea è spedire alle persone le foto del pescato del giorno - spiega Bacci - anche solo per fare vedere loro cosa offre il nostro mare, così da riscoprire i prodotti del territorio».
Il tutto, chiaramente, con un occhio al delivery e all’asporto, ormai diventate pratiche diffuse, oltre che le uniche ancora consentite per bar e ristoranti. «Vorremmo differenziarci offrendo, oltre che il pesce fresco, anche piatti della tradizione, che porteremo in abbinamento con i vini prodotti sul territorio».
Due gli elementi alla base del progetto del locale marinese: la riscoperta delle tradizioni locali, «che in due mesi di lockdown è diventato più pescoso», e lo sviluppo di un canale, quello virtuale, che è ancora inesplorato e ricco di possibilità. Questo anche per prepararsi all’eventualità di un impossibilità pratica ad aprire. Anche se per capire cosa succederà bisogna aspettare le linee guida, oltre che le decisioni del Comune sulla concessione del suolo pubblico.
«Ci auguriamo di poter tornare il prima possibile - conclude Andrea Bacci - anche per mia nonna Mery. Per lei, abituata da anni al contatto con il pubblico, stare a casa è una tristezza». —
c.g.
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