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Il rebus della Targa Cecina: annullata o corsa senza sfilate
L’edizione numero 59, in calendario all’inizio di settembre, rischia di saltare
CECINA. Sono giorni difficili anche per la Targa Cecina. L’edizione numero 59, in calendario all’inizio di settembre, rischia di saltare a causa del coronavirus. Il presidente dell’associazione, Alessandro Regoli, ha convocato per sabato 9 maggio un incontro tra il direttivo e i presidenti dei sette rioni in cui farà il punto della situazione via computer o, se ci saranno le condizioni, davanti ai capannoni dei carri in via Torres rispettando la distanza sociale. Analizzata la situazione, riunirà il consiglio la prossima settimana e poi parlerà con il sindaco Samuele Lippi per capire come muoversi. I problemi non mancano perché la manifestazione coinvolge migliaia di persone. Regoli, consapevole delle difficoltà, ipotizza vari scenari. Il primo e più drastico: la sfilata dei carri e le due corse podistiche che assegnano la Minitarga e la Targa saranno rinviate in blocco al 2021 (come gli Europei di calcio e le Olimpiadi, ad esempio) mantenendo inalterate tutte le cariche.
«Non bisogna tralasciare nessun aspetto – spiega il presidente – perché sarebbe grave arrivare a pochi giorni dal via e, a causa dell’emergenza sanitaria, sospendere l’intero programma dopo avere investito tempo e soldi. Meglio procedere a piccoli passi e consultarsi tra noi e con le istituzioni elaborando se possibile una tabella di marcia». Da rispettare e aggiornare. Il secondo: siccome i carri e i balletti, più le sfilate a terra, coinvolgono centinaia di figuranti, esiste il problema dell’aggregazione e del pubblico che entra gratis e segue da vicino. «Ammettiamo allora – prosegue – che si disputino soltanto le gare, magari riunite in una sola domenica e non in due, accompagnate da una coreografia semplice ma senza i carri, sempre nel caso in cui si possa. Evitando così di correre inutili rischi». Il percorso resterebbe lo stesso, attraverso le vie principali del centro. In questo modo sarebbe garantita la continuità della manifestazione, un ricco capitolo nella storia di Cecina.
Sebbene in tono minore e priva delle iniziative che si svolgono dopo cena durante la settimana, avrebbe comunque un senso. Il terzo, sul quale Regoli non si bilancia perché, ragionando con buonsenso, sa di non poter promettere niente. «Per noi la costruzione dei carri è impegnativa e basilare – conclude – e inoltre da sempre tendiamo la mano al turismo, in quanto la Targa arriva a settembre e richiama gente pure da fuori provincia. Con i nostri investimenti sosteniamo l’economia del territorio, ma fronteggiamo anche spese di Siae, sicurezza e costi vivi dei capannoni rimasti chiusi. Perciò è necessario ascoltare i presidenti dei rioni per conoscere la loro opinione e poi valutare con il Comune». Insieme al vice Carmine D’Addese e all’amministratore Davide Fiorentini, il presidente studia come proseguire. Il quadro può cambiare in pochi giorni . A maggio, secondo tradizione, vengono presentati i bozzetti che daranno vita a storie e personaggi. È tutto fermo, la parola passa al consiglio.
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