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«Didattica mista per il prossimo anno metà classe presente e metà in video»
L’ipotesi di Caterina Startari, preside delle medie Fattori: «Il rapporto umano docente-studenti è imprescindibile»
ROSIGNANO
«È importante coniugare la dimensione tecnologica con quella culturale e relazionale, che è imprescindibile. Il rapporto docente-studente è soprattutto uno spazio affettivo ed emotivo». Un pensiero che spiega con chiarezza quello che Caterina Startari, preside della scuola media Giovanni Fattori (che include anche la succursale Dante Alighieri), spera che accada per l’anno scolastico 2020-2021. Anche se la scuola media, fin dalla chiusura degli istituti legata all’emergenza sanitaria, ha organizzato la didattica a distanza, coinvolgendo i 74 professori in video-lezioni che tutt’ora impegnano 27 classi, per un totale di 614 studenti.
LEZioni a distanza.
«Fin dai giorni successivi alla chiusura della scuola - spiega Startari - sono state organizzate lezioni con Google meet, attivate in tutte le 27 classi che compongono la scuola. Ci sono situazioni di scarsa connettività per chi abita nelle frazioni collinari, ma stiamo risolvendo anche quelle». Tra l’altro alle medie Fattori, la preside ha individuato un team per l’innovazione digitale, con cui si interfacciano i docenti.
«Buona parte degli alunni - dice la preside - erano dotati di attrezzatura informatica per la didattica a distanza, ma abbiamo consegnato anche 12 tablet e 8 computer a chi ne aveva necessità per restare collegato». Tra l’altro la scuola rosignanese ha partecipato ad un Pon (Programma operativo nazionale), e si è aggiudicata 13mila euro per l’acquisto di materiale informatico che andrà a migliorare ulteriormente la dotazione già presente.
«Voglio sottolineare - spiega Startari - che le classi virtuali sono inclusive, visto che partecipano alle lezioni anche le insegnanti di sostegno che seguono come di consueto i ragazzi che ne hanno necessità».
coniugare didattica in presenza e video-lezioni.
Sebbene la Dad stia funzionando, la dottoressa Startari non ha dubbi sull’importanza di tornare al più presto in classe. «Si deve coniugare - spiega - la dimensione tecnologica con quella culturale e relazionale, che sono irrinunciabili. Quindi bisogna tornare alla dimensione in presenza. Oltretutto le prove a distanza rischiano di avere un margine di inattendibilità. Infatti ho suggerito ai docenti di ponderare e valutare le prove fatte a casa in modo diverso».
Il rebus di settembre.
Chiaro che le medie Fattori sono in attesa delle normative nazionali, ma la preside ipotizza che il prossimo settembre «il numero di alunni in ogni aula dovrà essere ridotto. È vero che non abbiamo più di 21 alunni per classe, ma le aule alle Fattori sono piccole quindi credo potrebbe prendere corpo una forma di didattica mista, vale a dire una lezione con metà classe in presenza e metà a distanza. Chiaramente con una turnazione, che credo sia meglio fare a giorni alterni. Nel caso volessimo avviare una didattica su un numero di alunni limitato, è chiaro che servirebbero classi più ampie e un organico di docenti più numeroso». —
anna cecchini
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