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Confesercenti ai negozianti «Sempre dalla vostra parte»

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ROSIGNANO

«Non posso che unirmi al grido lanciato dagli imprenditori di Rosignano dei vari settori economici, dal ricettivo al balneare, dal settore moda a quello della ristorazione», dice Alessandro Ciapini direttore di Confesercenti in una nota arrivata al giornale nella giornata di mercoledì, «ma la nostra associazione non ha perso un secondo, da quando è scoppiata l’emergenza, per cominciare a lavorare per noi e la lentezza di cui siamo noi stessi testimoni non è certo la nostra ma quella del sistema Italia». Ciapini si riferisce al gruppo #Iorestochiuso, che ha riunito oltre trecento titolari di attività. «Quello che gli imprenditori denunciano circa la lentezza nel rendere operative le misure anticipate nei vari decreti che si sono succeduti, è dovuta alla macchinosità del sistema Italia non solo è assolutamente vero ma condivisibile - spiega ancora Ciapini - Ma bisogna fare attenzione a distinguere ruoli e responsabilità». E spiega: «delle misure messe in campo dal Governo quasi tutte sono il frutto delle nostre richieste a livello nazionale, poi se è poco è perché a livello nazionale dovevano essere stanziati ancora più fondi e di certo non mancheremo di continuare a pressare per aumentare le risorse a disposizione. Confesercenti chiederà lo stanziamento di contributi a fondo perduto, interventi sugli affitti attraverso un maggior credito d’imposta, l’estensione della categoria degli immobili beneficiari e, soprattutto un intervento importante di riduzione sulla tassazione, semplificazione burocratica e credito bancario serio». Ecco che Ciapini spiega di ritenere «ingiuste, pur rispettandole ed accogliendole come spunto critico, le accuse di inadempienza, riconoscendo comunque la correttezza dimostrata degli operatori di Rosignano. Perché se c’è qualcuno che non ha mollato un secondo la presa siamo noi e se le piccole imprese ad ora hanno almeno qualche certezza è merito nostro anche se, è vero ma non è colpa nostra, tutto è ancora troppo drammaticamente lento (stimiamo che appena il 20% delle imprese ha avuto accesso concreto alle misure di sostegno economico previste dal governo tutte le altre agonizzano nelle more di una lentezza ormai insopportabile)».

“Nella piena consapevolezza che i livelli su cui avviare il confronto con le istituzioni sono molteplici” conclude Ciapini “noi siamo a tutti i tavoli nazionali, regionale e, per quel che concerne i limitati spazi di azioni degli enti locali, anche a quelli comunali ai quali abbiamo continuamente inviato richieste specifiche (ottenendo tutto l’ottenibile di loro competenza a partire dalla riapertura dei mercati alimentari all’annullamento della tassa di soggiorno); è ancora troppo poco, possiamo fare di più. Non è il momento della divisione, non serve a chi amministra e tantomeno alle imprese e chi, come noi, ne ha a cuore il destino». —

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