Il presidio
Prove di ripartenza in sala Il ristoratore mostra come sarà la sua pizzeria
Francesco Belli, titolare del Mattarello 22, si sta riorganizzando per il via Distanziati i tavoli, perderà il 65% dei 180 coperti che aveva prima del Covid
Claudia Guarino / vada
Prima nel cortile c’era un’area gioco per bambini e la veranda d’estate brulicava di persone. Poi tutto è cambiato. E sappiamo perché.
A breve lo spazio per i più piccoli sarà eliminato e dove prima c’erano nove tavoli adesso ce ne stanno massimo cinque. Francesco Belli è il titolare della pizzeria Mattarello 22, in piazza Garibaldi, a Vada e ha spiegato al Tirreno come si sta organizzando per le riapertura del suo locale, al momento prevista per il primo giugno.
La pizzeria ha tre sale e Belli ha deciso di fare due prove. Nelle stanze più piccole ha sistemato i tavoli in modo tale che dalla sedia di uno a quella del successivo ci sia la distanza di un metro e ottanta centimetri.
«Se questa fosse la norma - spiega Belli - perderei complessivamente il 65% dei 180 coperti che il locale aveva quando poteva lavorare a pieno regime». Ecco dunque che laddove c’erano nove tavoli, adesso ce ne sono cinque. E tutti rigorosamente per due, massimo quattro persone, ma questo è un aspetto ancora tutto da valutare.
Ma l’imprenditore ha valutato anche un’altra opzione, mettendola concretamente in pratica nella veranda. «Nel caso in cui dovremo sistemare i tavoli a distanza di un metro l’uno dall’altro - sottolinea Belli - perderei circa la metà dei coperti».
Ecco perché il corridoio che conduce alla veranda esterna è costellato di tavoli accatastati: sono quelli che Belli sarà molto probabilmente costretto a togliere.
In questo momento si naviga a vista e mancano le linee guida, sanitarie e organizzative, in grado di dettare, in questo caso ai ristoratori, il modus operandi da tenere nel momento in cui i locali potranno di nuovo essere aperti.
Per il momento le certezze non sono molte, ma gli operatori tentano di organizzarsi. Una delle ipotesi che è circolata per qualche tempo è quella legata all’utilizzo del plexiglass.
«L’ho già messo sul bancone all’ingresso - dice Belli - non so se dovrà essere utilizzato anche in sala, ma onestamente mi pare assurdo, anche per il costo. Ho provato a farmi fare un preventivo per i tavoli e dovrei spendere circa 10mila euro. Mi pare eccessivo».
Per il resto è un volere, con forza, rialzare la testa. Nonostante i costi di gestione, a fronte delle entrate nulle, siano alti e nonostante le mille difficoltà che il settore ha dovuto e dovrà affrontare. «Non so se tutti riusciranno a rimanere aperti - racconta Belli - La situazione non è affatto semplice. Vorrei comunque ringraziare il sindaco di Rosignano, Daniele Donati e l’assessora Licia Montagnani per esserci venuti incontro con la Tari. Sarebbe bello anche poter utilizzare il suolo pubblico per sistemare i tavoli, visto che all’interno ne perderemo molti».
Nell’attesa di avere direttive più chiare il Francesco Belli fa le prove. Perché è vero che, almeno per come stanno ora le cose, per riaprire c’è ancora tempo. Ma è anche vero che è meglio portarsi avanti, valutando che cosa sia meglio fare e come organizzare il lavoro. «Voglio ringraziare anche i miei dipendenti, che sono stati sempre coesi e hanno molta voglia di tornare a lavorare». —
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