Italia
La dirigente del Mattei di Rosignano: «La scuola va fatta in aula, non sul web e bisogna assumere docenti»
La professoressa Daniela Tramontani: «Forniti 80 computer, ma le lezioni online sono utili solo in casi di emergenza»
ROSIGNANO. È contraria all’ipotesi di un nuovo anno scolastico con gli studenti che entrano in classe a turno, con una parte delle lezioni in presenza e una parte a distanza. Daniela Tramontani, dirigente dell’istituto Mattei di Rosignano, che riunisce Liceo tecnologico, Iti, Ipsia e Alberghiero, non ha dubbi.
A settembre tutti in classe. Tramontani ritiene che la Dad «possa essere una modalità trasmissiva anche alle superiori, ma a patto di sottrarla a questo carattere di emergenzialità; deve essere normata dal Miur, in modo da renderla un servizio continuo e strutturale, in territori dotati di infrastrutture di connettività stabili e potenti come invece non è, con risultati di apprendimento raggiungibili rispetto alle indicazioni nazionali dei programmi, risultati misurabili e verificabili, dunque valutabili. Solo così sarebbe un valore aggiunto e non un surrogazione della didattica in presenza. Se l'anno che viene prevede metà ragazzi a casa e metà a scuola, a turno, questa situazione diventa anticostituzionale, per una effettiva sottrazione di qualità di insegnamento, alla trasparenza e alle pari opportunità. Il Miur fin qui non ha sbagliato nulla, nell'emergenza non si poteva fare che così, ma se ciò deve diventare ordinario, bisogna riflettere bene per non sottrarre ai ragazzi il diritto all’istruzione e alla valutazione trasparente, e per non dare a dirigenti e docenti il peso di trasformare una sfida straordinaria come quella della Dad in una costante del lavoro».
Assumere docenti. La dirigente, a cui fanno capo 140 docenti e 1067 studenti per un totale di 51 classi, continua spiegando che adesso il rapporto alunno-docenti è legato a norme di contenimento di spesa del 2008. «La legge 107 del 2015 – spiega – prevede un miglioramento del rapporto numerico, questa potrebbe essere l’occasione per aumentare consistentemente gli organici. Questa è una decisione politica fondamentale, che la scuola si merita dato il ruolo di coesione sociale che ha dimostrato».
80 computer ai ragazzi. Tramontani sottolinea che se la Dad, nelle scuole che dirige, ha funzionato fin dai giorni immediatamente successivi al 5 marzo, giorno della chiusura delle scuole, è tutto dovuto all’organizzazione interna dell’istituto. « Il personale amministrativo e tecnico è tutto in lavoro agile, mentre a scuola c’è un contingente minimo di collaboratori scolastici». Per i prof che potevano non avere le strumentazioni sono state create 5 postazioni a scuola». Fondamentale anche la dotazione fornita agli studenti. «Ho comprato 48 pc e 42 li avevo a scuola – dice la preside - così con l’aiuto della Croce rossa li abbiamo consegnati ad altrettanti ragazzi».
Programmi ricalibrati. Dal 20 marzo, «ho chiesto che i professori ricalibrassero il programma con nuovi obiettivi raggiungibili. Così ho avuto per tutte le classi ore di lezione a distanza fornite, argomenti tolti dai programmi, alunni raggiunti Poi a fine aprile abbiamo organizzato, sempre in remoto, 51 consigli di classe con docenti e rappresentanti dei genitori».
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