Il Tirreno

Un viaggio nell’accecante bellezza di una costa silenziosa e solitaria

claudia guarino

Il Tirreno ha passeggiato sulla sabbia albina del litorale rosignanese e ha immortalato il surreale deserto in parcheggi, viuzze e spiagge 

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il racconto

claudia guarino

Il rumore del vento. E la luce accecante del sole che si riflette sui granelli bianchissimi di sabbia. Senza occhiali scuri non si può stare. L’aria è davvero troppo chiara per poterne sostenere lo sguardo. E non importa se il respiro appanna le lenti per “colpa” della mascherina: oramai, purtroppo, fa parte di noi.

Eccola, la melodia delle onde che si infrangono sulla riva. E il risuonare dei gabbiani, ora come non mai signori incontrastati degli spazi aperti. Non è solo il silenzio della natura (artificiale , peraltro, alle Spiagge Bianche), è la voce inconfondibile del mare. Per chi ci è cresciuto vicino, l’unico riferimento per trovare le proprie risposte. Provate a chiudere gli occhi. Immaginate di essere lì, adesso. A passeggiare su una sabbia albina che non è mai stata così scarna di orme. Le Spiagge Bianche sono bianche per mano dell’industria ma adesso a fare da padrona è la loro bellezza solitaria.

Il Tirreno ha viaggiato lungo la costa che da Solvay scende verso Vada per offrirvi le immagini inestimabili di un litorale deserto che, pian piano, si prepara a guardare avanti. Parcheggi e sentieri spettrali, così come il mare. Il coronavirus ha svuotato tutto. Ma non per sempre. E per questi luoghi ci sono dei progetti. Ne ha parlato il sindaco di Rosignano, Daniele Donati: sono riportati nell’articolo in alto e in un video pubblicato sul sito del Tirreno. Intanto a colpire è l’atmosfera surreale di un litorale completamente deserto. Dal Galafone al Lillatro, nessuno. Le foto di Michele Falorni rendono bene l’idea.

I parcheggi sono completamente deserti e ad accompagnare il passo lungo le vie d’accesso al mare è solo il cinguettare degli uccellini, unito al rumore delle suole che colpiscono l’asfalto, o la sabbia, a seconda della località. Qua e là c’è anche qualche rifiuto abbandonato. Ma lo sguardo è presto distratto dal silenzio surreale in cui si trova proiettato. Al fosso bianco arrivare al mare è quasi un’impresa, tanto è alta l’erba sul viottolo d’accesso. E la spiaggia avrebbe probabilmente bisogno di una pulitina. Ci sarà tempo. La spiaggia del Lillatro si presenta meglio. Ma ugualmente deserta. Lì spesso spuntano schiume sospette. E non bisogna dimenticare che le Spiagge Bianche, nel loro aspetto, dipendono dallo stabilimento Solvay. Dunque sono state più volte al centro di “sospetti” ambientali. Ma questa è un’altra, ineludibile, storia. Ciò non toglie che questi luoghi siano diventati icone di Rosignano e che, con la bella stagione, accolgano una moltitudine di turisti. Quella che sta per arrivare sarà un’estate diversa. Inimmaginabile fino a pochi mesi fa. Tutti siamo curiosi di sapere come andrà. Intanto resta da ascoltare il suono di una costa silenziosa. —

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