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Genitori a caccia di baby mascherine con Ninja e palme per scacciare la paura

leondina marulli
Genitori a caccia di baby mascherine con Ninja e palme per scacciare la paura

Beatrice Romani, titolare del negozio cecinese “I bimbi di Bea”: «Tantissime richieste, ho dovuto riordinarle» 

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CECINA. Eroi dei fumetti e palloncini glitterati. Verde fluo con stelline, palme camouflage. La fantasia non manca quando si parla di bambini, neanche al tempo del coronavirus. E le attività commerciali non si fanno trovare impreparate quando ad indossare i dispositivi di sicurezza imposti dall’emergenza sanitaria in corso, sono proprio i più piccoli. Una vera corsa alle mascherine baby da parte dei genitori, che cercano di sdrammatizzare questo periodo di particolare stress. «Mi vengono i brividi a ripensare a quei bambini tutti contenti di avere la mascherina con il ninja disegnato, un combattente, proprio come loro in questo momento particolare», racconta Beatrice Romani, titolare del negozio di via Marrucci, “I bimbi di Bea”. Mascherine andate letteralmente a ruba in pochi giorni. «Ho tante richieste – conferma Romani – anche perché si tratta di prodotti fatti a mano, e sono molto comode da indossare soprattutto in vista della bella stagione che sta per arrivare. Talmente comode che questa mattina è venuta anche una nonna per sapere se era rimasto qualcosa, ma prima di metà maggio non saranno disponibili». Altre 50 mascherine colorate disponibili da metà mese e «anche se la mia speranza è di tornare a vendere cappellini, ho voluto fare un altro ordine perché è stato brutto vedere la reazione dei bimbi delusi perché rimasti senza. In alcuni casi le ho vendute anche ai genitori, per invogliare il bambino a indossarla».

Mascherine fatte a mano, prive della classica forma chirurgica ma più morbide, capaci di avvolgere bene il viso e lavabili grazie al doppio strato di cotone, oppure sterilizzabili tramite il vapore di un ferro da stiro. Le prime 60 mascherine sono state fornite da una ditta del nord. «La titolare, che non esce da due mesi, con il tessuto che aveva in casa si è messa a fare mascherine con colori e disegni che sdrammatizzano - dice Romani -. All’inizio pensavo di regalarne alcune ai bambini quando ho riaperto, poi quando ho visto che c’era molta richiesta non volevo che nessuno ci restasse male, allora ho pensato di far del bene in un altro modo fornendo mascherine personalizzate ai dipendenti di alcuni clienti che sono anche titolari di ristoranti e bagni, che sperano di aprire presto». Mascherine in vendita anche all’”Isola felice”, in corso Matteotti. «Ne abbiamo ordinate 80, 20 sono già prenotate e altre già vendute. Dalle basi colorate e fantasia al verde fluo con stelline, dai pois fucsia fino alle palme camouflage. Si tratta – spiega Elisa Fontana, responsabile del punto vendita - di un tessuto non tessuto, traspirante e lavabile. Hanno tutte le caratteristiche di igiene che devono avere, anche se non sono chirurgiche».
 

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