Il Tirreno

Ristoranti e parrucchieri «Lo stop fino al 1° giugno per noi è una batosta»

Claudia Guarino Alessandra Bernardeschi

Stessa data di ripartenza per baristi ed estetisti; negozianti al via il 18 maggio «Servono aiuti alle imprese o sgravi fiscali altrimenti non ci riprenderemo»

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cecina

Il contenuto del nuovo decreto a firma Giuseppe Conte per molti è stata «una batosta» o anche «un fulmine a ciel sereno». Il concetto è questo: è giusto tutelare clienti e dipendenti, ma parrucchieri, estetisti, baristi e ristoratori non possono morire di fame. Ecco perché c’è chi sperava di poter tornare al lavoro già il 18 maggio, naturalmente con le dovute accortezze. Invece la ripartenza è fissata per il primo giugno. Almeno per adesso. «Se tutto questo serve per garantire la sicurezza ok – dice Lisa Michetti, che gestisce insieme a Sendi Sabatini il salone di parrucchieri Hair Fx, a Cecina – Ma speriamo di poter accedere ad agevolazioni o a qualche fondo per le imprese perché abbiamo perso oltre due mesi di incasso». In tanti la vedono così. «Pensavamo davvero di ripartire il 18 maggio – dice Francesca Tanagli, titolare del Caffè Roma, a Cecina – così è un delirio. Noi ci stiamo informando su come dovremo lavorare, ma ci auguriamo che ci vengano incontro in qualche modo, anche sulle tasse».

Perché allo stato attuale della questione anche capire come organizzare il lavoro in vista della riapertura non è cosa semplice. Gli imprenditori, comunque ci provano. Ecco, ad esempio, le idee di Letizia Coppini, parrucchiera e titolare dell’attività Letizia Staff, in piazza Gramsci a Cecina: una cliente per volta ai lavatesta, parrucchieri su turni, appuntamenti e kit monouso da far indossare ai clienti, probabilmente con piccolo sovrappiù sul prezzo. «Organizzeremo gli appuntamenti e vedremo come gestire il lavoro tra noi - dice - Ho cinque dipendenti ed è probabile che dovremo fare dei turni. Bisognerà capire in quanti potremo stare contemporaneamente in negozio». «Sentiamo parlare di distanze di un metro ed 80 tra una postazione e l’altra - aggiunge Andrea Podda, Reda coiffeur di Castiglioncello - Tutto andrà su appuntamento, l’ambiente verrà sanificato, indosseremo guanti e mascherine».

Progetti, insomma, ci sono, ma molti aspetti sono ancora da definire. E questo vale anche per ristoranti e bar. «Per noi è stata una batosta sapere di non poter riaprire prima di giugno – racconta Olinto Demi, dell’omonimo ristorante a Marina di Cecina – Abbiamo tante spese e c’è anche un’incognita: ci saranno clienti? La gente potrà muoversi per venire al ristorante?». «Per fortuna – sottolinea Claudio Ricci dell’Enopizza e Ristò di Rosignano Solvay – hanno deciso di aprire all’asporto: ci permette almeno di andare avanti per un po’».

Romeo Gatti, del Caffè Ginori di Castiglioncello ha nei piani la sistemazione sul «bancone del plexiglas. Abbiamo due accessi e possiamo programmare un percorso di entrata e uscita. Almeno all’inizio faremo solo servizio ai tavoli». Niente caffè al banco, insomma. «La situazione non è rosea. Mentalmente mi sono già fatto l’idea che avrò a disposizione solo otto weekend di lavoro vero».Chi si aspettava di poter riaprire prima è Erisa Demiri, proprietaria del centro Elle Estetica di Rosignano Solvay. «Sono arrabbiata - dice - Abbiamo già perso molto. D’altra parte abbiamo tutti gli strumenti disinfettati e sigillati. Tutto ciò che usiamo è monouso». Amarezza a parte Demiri è pronta per la ripartenza. «Indosserò la visiera, la mascherina ed i guanti in lattice, alle clienti farò usare il soprascarpe. Tutto verrà areato e gli ambienti disinfettati». Ma giorni e giorni di chiusura hanno segnato profondamente, oltre ai ristoratori, anche i negozianti: per loro il via sarà a fine maggio. «I commerciati sono sull’orlo del fallimento – dice Vanessa Guidi di ”Profumo di Vane” a Castiglioncello – si prevede la riapertura per il 18 maggio ma ancora niente è certo. Nessuno ha pensato a noi se non per un prestito di 25mila euro che finirà per indebitarci. Per Castiglioncello, che vive di turismo, con ristoranti, bar ed alberghi chiusi sarà ancora peggio». —

Claudia Guarino

Alessandra Bernardeschi

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