Meteo
Il sindaco di Guardistallo: «Caccia selettiva ai cinghiali per i bisognosi»
Sandro Ceccarelli ha chiesto al presidente dell’Ambito territoriale di caccia di poter consegnare la carne alle famiglie in difficoltà
GUARDISTALLO. Il sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli attende a giorni la risposta da Marco Ciampini, presidente dell’Ambito territoriale di caccia, per sapere se potrà consegnare la carne dei cinghiali abbattuti alle famiglie del paese in difficoltà. La premessa è una lettera che il primo cittadino ha scritto ai presidenti della Regione e della Provincia di Pisa, Enrico Rossi e Massimiliano Angori, e all’assessore regionale Marco Remaschi per spiegare la questione e ottenere un parere a vantaggio dei cittadini. Una soluzione che il Comune ha studiato per sostenere chi purtroppo affronta le conseguenze dovute alla diffusione del coronavirus. «I danni maggiori all’agricoltura – spiega Ceccarelli – arrivano sempre tra maggio e luglio, quando gli ungulati entrano nei campi e mangiano grano e girasoli. Ad abbatterli, fino ad ora, provvedevano i cacciatori specializzati, ma siccome la pandemia ha cambiato gli scenari e imposto blocchi severi, il compito spetta soltanto alle guardie provinciali. Prima delle nuove disposizioni del governo, gli animali arrivavano nei centri di smistamento e poi erano venduti ai ristoranti. Ho pensato che siccome molta gente non può più permettersi nemmeno una fetta di carne, i cinghiali disponibili potrebbero, dopo le necessarie lavorazioni, essere assegnati in porzioni al banco alimentare gestito dalla Croce rossa italiana e dopo portati alle famiglie».
Con Ciampini, il sindaco ha parlato al telefono, illustrandogli in poche parole l’iniziativa. Il presidente dell’Atc ha preso in considerazione la richiesta e si è consultato in attesa di rispondere. Il primo cittadino spera che il sì arrivi entro la prossima settimana o al massimo ai primi di maggio, quando inizierà il periodo critico e i grossi ungulati devasteranno la semina creando difficoltà agli agricoltori. «Noi – prosegue Ceccarelli – vogliamo aiutarli risolvendo una volta per tutte il problema, visto che amministro un comune sotto i 5mila abitanti e sono anche autorità di pubblica sicurezza. Sarebbe un aiuto concreto non da poco alle famiglie che negli ultimi mesi sono in difficoltà». Nella lettera si legge che se ci fosse l’assenso, da un danno si ricaverebbe un beneficio controllato, tracciato e diretto. Del resto, visto il quadro generato dal Covid-19, è scritto nel testo, molti comuni toscani hanno costituito e coordinano i banchi alimentari con le associazioni di volontariato per sostenere i nuclei familiari in stato di necessità, in continua crescita a causa della pandemia. Le trasformazioni in atto nella società sono ormai chiare a tutti e servono risposte urgenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
