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Il prefetto stoppa il sindaco di Cecina e annulla l'ordinanza su drive-in e visite agli animali: ecco perché
Samuele Lippi: «Chiedo scusa per il disagio e per aver fatto credere ai bambini e alle loro famiglie di poter avere questa opportunità»
CECINA. Il prefetto di Livorno, Gianfranco Tomao, ha bocciato l'ordinanza del sindaco di Cecina. La n. 27, di giovedì 23 aprile, firmata da Samuele Lippi, con la quale il sindaco organizzava una serie di iniziative per ragazzi e bambini in occasione della festività del 25 Aprile. In particolare un cinema drive-in da allestire nel parcheggio estivo di Marina di Cecina (tra viale Galliano e via del Ferraccio) e, in previsione, la riapertura, su appuntamento e ad ingressi contingentati, del parco naturalistico Gallorose del Cedrino. Venerdì 24 aprile il decreto del prefetto, il n. 24, che annulla l'ordinanza del sindaco Lippi in tutte le sue parti, tranne il quinto e ultimo punto relativo alla riapertura nei giorni festivi degli esercizi commerciali.Il decreto del prefetto Tomao arriva dopo un tentativo di far ritirare l'ordinanza a Lippi.
«È la prima volta - dice il prefetto - che emetto un decreto di annullamento; di sicuro il primo da quando mi sono insediato alla prefettura di Livorno, nel luglio 2018. E in un periodo delicato come questo, dal punto di vista sanitario, che richiede senso di responsabilità da parte di tutti». La decisione del prefetto è motivata in 5 pagine, che prendono in esame tutti i punti dell'ordinanza sindacale. Il primo riguarda l'allestimento di un cinema familiare drive-in nel parcheggio di via del Ferraccio. Un'iniziativa che Lippi aveva sostenuto con forza, scrivendo anche al presidente del Consiglio e della Repubblica, rivolta ai bambini e ai ragazzi. In particolare ai ragazzi "speciali", con disabilità.
Al secondo punto dell'ordinanza la possibilità di organizzare attività di pescasportiva solidale (i cui proventi sarebbero stati destinati alle famiglie bisognose di Cecina); terzo punto consentire la manutenzione delle imbarcazioni al porto; quarto ampliare agli spuntisti (cioè a coloro che non hanno posto fisso) i mercati; e infine riaprire gli esercizi commerciali la domenica e i festivi. Questo è l'unico punto che potrà essere attuato. Spiega il prefetto al Tirreno: «L'ordinanza prevedeva alcune iniziative in contrasto con le disposizioni stringenti, in vigore in questo periodo, sia del Governo che del presidente della Regione Toscana, in particolare il Decreto legge del 25 marzo, salvo che per un punto, l'ultimo, sulle attività commerciali già inserite tra quelle che possono rimanere aperte. Per il resto, ci sono norme di sicurezza che devono essere rispettate da tutti. Naturalmente il sindaco è libero di impugnare l'ordinanza». Il prefetto fa riferimento alle norme antiassembramento che vietano l'accesso a parchi ed altri luoghi pubblici, lo svolgimento di attività ludiche o sportive all'aperto, la sospensione di manifestazioni organizzate e spettacoli.
«Prendo atto del decreto di annullamento - commenta il sindaco Samuele Lippi -, nutro massimo rispetto verso il prefetto Tomao per la sensibilità e l'attenzione sempre mostrate ai problemi del territorio. Su questo argomento avevo chiesto al Governo italiano e al Ministero dell'Interno valutazioni e approfondimenti più attenti rispetto alle tematiche riguardanti i bambini "speciali", quelli affetti da disturbi dello spetto autistico e con disabilità psichiche e motorie, i primi ad aver sofferto di questa difficile e complicata situazione, in attesa del prossimo progressivo sblocco delle limitazioni. Avevo pensato che gradualmente, e nel pieno rispetto delle norme, si potesse partire proprio da loro, dai più deboli. Sono amareggiato per il fatto che il governo italiano non abbia posto l'opportuna attenzione a questa esigenza. L'organizzazione delle uscite era stata pensata nel pieno e più rigoroso rispetto delle norme di distanziamento sociale e divieto di assembramento, consentendo l'accesso ai soli singoli nuclei familiari in luoghi dove sono anche presenti animali, con attività di pet therapy e svago. Visto che ultimamente si era consentito ai bambini di recarsi nei negozi loro dedicati, mi sembrava lineare e in continuità dare la possibilità di offrire uscite progressive e controllate per tutti, partendo da loro. Chiedo scusa - conclude il sindaco - per il disagio e per aver creduto possibile e per aver fatto credere ai bambini e alle loro famiglie di poter avere questa opportunità».
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