Il ristorante "La Pineta" si organizza per l'asporto: «Facciamo giocare i clienti a fare gli chef»
Zazzeri annuncia la novità: «Forniremo la materia prima alla gente, che poi potrà terminare il piatto nella cucina di casa»
BIBBONA. Tutti potranno assaporare il brivido di lavorare nella cucina di un ristorante stellato. La data della riapertura al pubblico ancora non c’è. Ma la Regione dice che da oggi è possibile tornare a offrire il servizio di cibo da asporto. E La Pineta dei fratelli Zazzeri, a Marina di Bibbona, si sta già organizzando. «Nel giro di qualche giorno ripartiremo, attendiamo di capire bene le direttive regionali e nazionali», spiega Andrea Zazzeri, titolare, insieme al fratello Daniele, del “gioiello” da una stella Michelin incastonato nella pineta di Bibbona. Anche l’altissima cucina diventa “smart”. «È fondamentale ricominciare a lavorare – prosegue Andrea – e se dobbiamo cambiare le nostre abitudini lo faremo, con coraggio». L’idea è quella di portare nelle case della gente i piatti della Pineta.
Come? «Creando delle scatole con all’interno i prodotti, e indicando la ricetta al cliente. Magari li agevoleremo facendogli trovare alcune componenti già pronte, ma saranno loro a dare il tocco finale al piatto. Ciò che rende uniche le nostre proposte è la materia prima, e quella sarà selezionata e pregiata, come sempre», dice ancora Andrea Zazzeri. Per il momento, dunque, La Pineta non pensa alla riapertura con plexiglass divisori ai tavoli e sedute distanziate per combattere il rischio di contagio da Covid-19. «Vedremo quando sarà possibile tornare a ospitare i clienti – continua Zazzeri –, aspettiamo direttive del governo, ma intanto vogliamo ripartire con l’asporto». Zazzeri, poi, parla delle ricadute che la crisi da coronavirus avrà sul numero di clienti e sul personale del locale. «D’inverno facciamo mangiare circa 30 persone, d’estate 40. Con i tavoli distanziati possiamo arrivare a 20 coperti, che è anche la quota minima per poter garantire la continuità lavorativa a tutto il personale».
Ora, però, l’attenzione della famiglia Zazzeri è tutta rivolta alla ristorazione “fai da te” per far divertire i clienti nell’epoca delle restrizioni per contrastare il virus. «Sporzioneremo il pesce e lo metteremo a disposizione dei clienti, che potranno acquistarlo e poi finirlo di cucinare a casa. Oppure daremo la possibilità di comprare piatti pronti in confezioni che potranno essere aperte a casa per la consumazione. È bello pensare che daremo la possibilità alla gente di giocare a fare gli chef. Dobbiamo inventarci qualcosa per andare avanti, nell’attesa che tornino tempi migliori, anche se ci vorrà molto. Comunque – conclude Andrea Zazzeri – non molliamo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
