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il villaggio turistico 

«Trenta lavoratori a casa e il rischio di non riaprire»

Divina Vitale
«Trenta lavoratori a casa e il rischio di non riaprire»

Mariotti, patron del Paradù chiede di conoscere le regole per ripartire «Il complesso si estende su 36 ettari, così è possibile distanziare i clienti»

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CASTAGNETO

Trenta dipendenti in cassa integrazione e il timore di non poter neppure aprire la struttura. Questa la condizione del villaggio turistico Paradù, che aveva avuto il nulla osta per la creazione delle nuove piazzole dopo sei anni di sequestro, seppur parziale.

Adesso la struttura turistica era pronta a ripartire, ma il Covid19 ha cambiato di nuovo le regole. E ora rischia di non aprire proprio, saltando la stagione 2020. Tutto dipende da cosa deciderà il Governo nelle prossime ore. I trenta dipendenti fissi sono in cassa integrazione e le assunzioni stagionali bloccate, visto che la struttura è ferma. Insomma il prossimo futuro del villaggio a Marina di Castagneto è un punto interrogativo che preoccupa non poco il titolare.

«Per la prima volta nella mia vita da imprenditore – dice il proprietario Riccardo Mariotti - non so cosa fare. Mi sto informando continuamente, sono in contatto con i colleghi albergatori della costa. Ma nessuno sa nemmeno se si farà la stagione. Nemmeno se riusciremo ad adeguare la struttura. Speriamo di poter chiamare le persone a lavorare, ci sono anche i fornitori a cascata che ci rimetterebbero. E’ un momento difficile».

Intanto negli ultimi giorni arrivano le telefonate dei clienti storici, che avevano prenotato prima dell’emergenza. «Chiedono a noi chiarimenti - dice Mariotti - per capire se potranno venire al mare o se invece devono disdire».

E c’è anche chi chiama perché vorrebbe prenotare, magari da metà luglio. Tra questi vari turisti lombardi, ma loro stessi non sanno se potranno muoversi. E gli stranieri? «Purtroppo non ho risposte certe - prosegue Mariotti - Garantisco uno staff che cerca di rispondere ai clienti, il 70-80% delle telefonate che ricevono gli uffici, che operano in smart working, sono persone che avevano già prenotate. Avremmo dovuto aprire il 20 di maggio, ma adesso è tutto inverto. Ci auguriamo che le condizioni per il distanziamento sociale che ci imporranno saranno applicabili. Io per questo sono positivo. Il distanziamento nella nostra struttura, essendo a cielo aperto ed in pineta, è naturale, di comune c’è pochissimo. Sono 36 ettari e anche contando 1300 persone all’interno, queste possono anche non incontrarsi. Tutti hanno la loro indipendenza. Le casette hanno la propria cucina, potremo servire anche a domicilio. A regola saremmo pronti se ce lo consentono».

«Addirittura saremmo in grado – continua - di avere un medico a disposizione con piano emergenza Covid 19. Aspettiamo solo il via. L’unico vincolo possono essere proprio i numeri delle persone ospitate all’interno, anche se noi, nell’atto pratico, potremmo organizzarli bene».

Altri villaggi turistici della costa hanno già decretato che, al 90 percento, salteranno la stagione. «Ci sono parecchi problemi – aggiunge Mariotti – lo capisco. Soprattutto chi ha solo le gestioni non se la sente, le spese sono troppe. I dipendenti dovrebbero dormire tutti in camere singole, solo per fare un esempio. Servono spazi e fondi ulteriori. Noi inoltre siamo fortunati perché chi è proprietario dell’immobile è anche gestore. Tra l’altro abbiamo un fronte mare molto ampio. Potremmo permetterci di mettere gli ombrelloni a 6 metri di distanza l’uno dall’altro, basta camminare poco e non c’è più nessuno in spiaggia. Il nostro è un isolamento naturale, ai Pianetti. Ma siamo nelle mani dei governatori e aspettiamo indicazioni. La stagione non si può certo rimandare».

Mariotti sottolinea anche i pochi contagi registrati a Castagneto ( 5 contagi su circa 8000 abitanti). «Diciamo che è una sorta di porto sicuro – conclude Mariotti – inoltre quest’anno ero felice perché si era concluso positivamente il processo con il dissequestro della struttura, finalmente. Comunque continuerò a lottare, ormai sono resiliente, ho sviluppato gli anticorpi alle difficoltà. Sarò uno dei più agguerriti al momento della ripartenza». —

Divina Vitale

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