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Sei macchinari a getto continuo «E consumano parecchia luce»

S.T.
Sei macchinari a getto continuo «E consumano parecchia luce»

Quattro dei suoi apparecchi utilizzano la tecnologia “Fdm” mentre altre due una a resina «Riesco a fare quattro pezzi in un’ora e mezza, 30 al giorno»

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ROSIGNANO

Sei stampanti: quattro a tecnologia “Fdm” – che, essenzialmente, funzionano con dei filamenti – e altre a “resina”, più moderne e per questi compiti anche più veloci. È così che il ventisettenne Diego Bocelli ha arredato il suo garage di Vada, ora utilizzato per realizzare le mascherine anti coronavirus, che una volta assemblate dalla protezione civile di Cecina – con in prima linea il responsabile pianificazione, Massimiliano Rugo – sono in grado di trasformarsi in Ffp2 e Ffp3, quelle che garantiscono un’adeguata protezione contro il nemico invisibile. I filtri per evitare il contagio li aggiungono proprio i tecnici della protezione civile, mentre Bocelli si occupa di tutto il resto, anche dei lacci. Un prodotto quasi finito, che arriva a compimento grazie al lavoro sinergico con l’amministrazione guidata dal sindaco Samuele Lippi.

«Le stampanti “Fdm” – spiega Bocelli – sono molto dispendiose dal punto di vista energetico, visto che nella fase di surriscaldamento hanno bisogno di parecchia elettricità. La cosa migliore sarebbe stampare dei prototipi e poi, con le colate di silicone, usarle come specie di formine per poi produrre tutte le mascherine. Degli stampi, insomma. Ma io, che ho lasciato tutto l’occorrente a Carrara dove studio, qui a Vada non ho questa possibilità e devo stampare di più. Per questo sono anche un po’ meno veloce di quanto potrei essere in condizioni normali, ma va bene lo stesso. Lo faccio per la collettività, do il massimo per migliorare la vita dei cittadini». —

S.T.



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