Italia
«Servono indicazioni su modalità e tempi per l’apertura dei bagni»
cecina
Più che spazi dedicati a negativi o a chi ha già contratto il virus, gli operatori, in questo caso quelli balneari, chiedono di sapere che cosa li aspetta. E soprattutto chiedono di conoscere le linee guida su quando e come aprire gli stabilimenti.
«Gli ombrelloni devono essere a maggiore distanza l’uno dall’altro, ma per come stanno le cose rischiamo di perderne dal 30 al 50%. Abbiamo un problema con gli spazi e l’abbiamo fatto presente all’amministrazione».
Le parole sono di Stefano Paperini, Fiba Confesercenti e titolare dello stabilimento balneare Il Delfino, alle Gorette, che aggiunge: «C’è anche il problema di capire come gestire la sanificazione e di come organizzare i servizi. Un’idea, ad esempio, potrebbe essere quella di servire il pranzo direttamente all’ombrellone. Ma tutto è ancora molto incerto».
Sulla necessità di avere qualche punto fermo è d’accordo anche Alberto Nencetti, Sib Confcommercio e gestore del Bagno Ippocampo, alle Gorette. «Per quest’anno - dice - il mio obiettivo è andare in pareggio e pagare i miei dipendenti. Dobbiamo però sapere quando aprire e come».
Perché, nel contesto dell’emergenza coronavirus, l’orizzonte è incerto, ma l’estate è sempre più vicina. I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno già incontrato il vicesindaco Antonio Giuseppe Costantino per capire come muoversi. Per arrivare a un punto, però, c’è ancora da lavorare.
Di certo c’è che riorganizzare gli spazi sulle spiagge non sarà semplice.
E c’è anche da capire come sarà garantita la sicurezza sulle spiagge libere del territorio comunale. Il sindaco ha pensato anche ad impiegare i bagnini che gestivano il piano collettivo di salvamento, come è possibile leggere nell’articolo al lato. —
C.G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google