Il Tirreno

Coronavirus, il comandante dei carabinieri di Cecina: «Meno reati, ma lo spaccio non si ferma»

Claudia Guarino
Un militare dell'Arma e, a destra, il comandante Christian Bottacci
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Un militare dell'Arma e, a destra, il comandante Christian Bottacci

Intervista a Christian Bottacci. Il capitano fa anche il punto sugli accertamenti Covid: «E le richieste d’aiuto fatte dai cittadini al 112 sono aumentate esponenzialmente»

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CECINA.  C’è chi è dietro la cassa di un supermercato, chi indossa un camice e chi veste l’uniforme della protezione civile. Poi c’è chi si trova in strada per controllare che tutti righino dritto. Oggi la voce dalla prima linea è quella delle forze dell’ordine e, in particolare, dei carabinieri della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci.

Trentacinque contravvenzioni complessive per mancato rispetto delle disposizioni legate al coronavirus. Ma che dire degli altri reati? Sono diminuiti con l’obbligo di limitare i movimenti?
«Indubbiamente le limitazioni hanno contenuto il numero dei reati, ma non la tipologia. Per prevenire furti e rapine abbiamo intensificato le pattuglie appiedate, soprattutto all’inizio dell’emergenza, quando le file all’esterno di farmacie e supermercati erano consistenti. La presenza di militari in uniforme ovviamente fa da deterrente. Per quanto riguarda lo spaccio di sostanze stupefacenti, abbiamo effettuato di recente due arresti: un latitante con mandato di cattura nazionale che era accampato con 5 dosi di cocaina in una tenda nel bosco di Rosignano e un'altra persona, sempre a Rosignano, che durante un controllo ha cercato di gettare dal finestrino oltre 100 grammi. È anche successo che ci abbiano segnalato un assembramento di giovani e, durante il controllo, è stato trovato un involucro con 95 grammi di marijuana. Ciò sta a significare che il traffico degli stupefacenti, purtroppo, non si placa nonostante l’emergenza, ma le nostre attività di contrasto continuano ininterrottamente».

Qual è invece il motivo delle 12 contravvenzioni legate all’emergenza coronavirus fatte nella sola giornata di domenica 5 aprile?
«La Compagnia di Cecina ha effettuato in totale 35 contravvenzioni. Dodici, appunto, solo il 5 aprile. Sono state fornite diverse motivazioni ingiustificate tra cui: “Sono uscito per comprare le sigarette”, “Volevo vedere il tramonto al mare”, “a casa mi stavo annoiando e allora sono uscito”, “vengo da Firenze ma devo controllare la casa che ho al mare”. Qualcuno ha anche ammesso di aver provato ad uscire sperando di non essere controllato. Il nostro compito, comunque, non è quello di fare il record di contravvenzioni, ne faremmo volentieri a meno perché vorrebbe dire che la gente ha recepito il messaggio».

Ci sono stati casi di persone beccate in giro nonostante siano risultate positive al tampone e, quindi, fossero obbligate a rimanere in quarantena?
«Fortunatamente no. Finora non è stato fermato nessuno che risultasse positivo e ovviamente si spera che ciò non si verifichi».

Al di là delle sanzioni, ci sono state persone che si sono rivolte ai carabinieri chiedendo informazioni oppure aiuto?
«Dall’inizio dell’emergenza le chiamate al centralino sono aumentate esponenzialmente. Abbiamo ricevuto anche richieste d’aiuto. A Castiglioncello per esempio, su segnalazione di una persona preoccupata per le condizioni precarie in cui viveva un suo amico, abbiamo comprato pasta e alimenti.

Era la sera di domenica 29 marzo e la persona, che tra l’altro viveva al buio senza energia elettrica, diciamo che “ha visto la luce” quando ci ha visto davanti la porta di casa sua con le buste della spesa in mano. Ci ha ringraziato chiamandoci “angeli”. Dopo tutto ciò molti cittadini di Rosignano si sono attivati per mettere su donazioni di alimenti a queste persone in difficoltà.

Un altro episodio recente è capitato all’operatore di centrale. Al 112 ha risposto ad una signora ultraottantenne che non era in grado di fare la ricarica al cellulare e l’unico numero a cui poteva chiedere aiuto era, appunto, il 112. Il militare ha “guidato” la signora tramite telefono consentendogli di effettuare, appunto, la ricarica. Questi sono due episodi che comunque si sommano alle centinaia di richieste finora pervenute e alle quali cerchiamo di fornire sempre una risposta puntuale e precisa».

Già prima dell’emergenza avevate talvolta difficoltà legate alla carenza d’organico. Come avete gestito questo nuovo carico di lavoro?
«Nonostante le difficoltà stiamo riuscendo a contenere le problematiche. Devo comunque fare un plauso ai miei collaboratori perché, in questo periodo emergenziale, stanno rispondendo con grande professionalità e senso del dovere alle varie situazioni. Operano con uno spirito costruttivo degno di una grande famiglia come quella dell’Arma dei carabinieri, che sono fiero ed orgoglioso di rappresentare in questo territorio».

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