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la protesta 

«Chiusi gli uffici postali minori così si affolla la sede di Rosignano»

anna cecchini
«Chiusi gli uffici postali minori così si affolla la sede di Rosignano»

Levata di scudi da Vada, Castiglioncello e colline. Il Comune: «Confronto aperto con Anci e Poste» 

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ROSIGNANO

Levata di scudi contro la chiusura degli uffici postali più piccoli, legata alla gestione dell’emergenza Covid-19. Da Castiglioncello a Vada, passando per le frazioni collinari, tanti sono i cittadini che segnalano come un grosso disservizio la decisione di Poste di lasciare attivi sul territorio soltanto due sedi, quella centrale a Rosignano Solvay e quella a Rosignano Marittimo. La riorganizzazione legata al coronavirus ha portato infatti Poste a stabilire la chiusura degli uffici di Vada, Castiglioncello, Gabbro e Castelnuovo, ingenerando svariate polemiche tra i cittadini. «Il problema più grande - spiega Daniele Ciurli, che abita a Vada - non è tanto per i giovani, che possono salvarsi spostandosi in auto o usando le tecnologie, ma per gli anziani. Non è detto che tutti abbiano l’home banking, e a dire il vero non è detto neanche che tutti abbiano il bancomat delle Poste. Credo che chiudere gli uffici piccoli sia stato sbagliato, va trovata una forma di apertura tramite appuntamento, così da far entrare le persone una per volta». Dello stesso parare Roberto Creatini, presidente della Pro Loco di Vada, che segnala «il controsenso di dire alle persone, soprattutto anziane, di rimanere a casa ma poi costringerle a spostarsi a Rosignano, facendo chilometri magari in aut con altre persone, per ritirare soldi o pagare le bollette». La pensa allo stesso modo Cesare D’Ambrosio, anche lui vadese, che taglia corto: «Non è possibile che per una raccomandata ci si debba spostare fino a Solvay o Marittimo. Bastava lasciare nelle filiali piccole un solo impiegato e mettere i numeri all’esterno, così da entrare uno alla volta».

Dello stesso parere anche Lirio Castellini, di Castiglioncello («le persone anziane hanno difficoltà a spostarsi per andare all'ufficio postale di Rosignano Solvay, che è molto affollato»). Ugualmente Corrado Palomba di Gabbro: «È una assurdità chiudere gli uffici postali delle frazioni collinari, questo di Gabbro oltretutto è anche già a norma perché davanti agli sportelli ci sono le protezioni per il personale».

Dal canto suo, Poste fa sapere che dopo il Dpcm dell’11 marzo, «abbiamo divulgato un comunicato per spiegare che con l’evoluzione della situazione epidemiologica abbiamo dovuto riproporzionare l’apertura degli uffici in base al numero degli abitanti. Nelle sedi di Castiglioncello, Vada, Castelnuovo e Gabbro sono in corso le sanificazioni e il montaggio delle protezioni in plexiglass. Di contro abbiamo potenziato i Postamat, dove oltre ai prelievi possono essere effettuati tanti altri servizi, come pagare i bollettini. Per questa settimana gli uffici aperti sono Solvay e Marittimo dalle 8,20 alle 13,35 e, sabato, fino alle 12,35».

Nel dibattito interviene anche il sindaco Daniele Donati, che da giorni porta avanti un confronto con Anci «per evidenziare i disagi legati alla chiusura degli uffici postali. È un problema nazionale, molti servizi sono stati ridotti per evitare contagi tra il personale. Ultimamente Anci sta chiedendo a Poste di valutare la possibilità di aprire almeno gli uffici periferici dove possono essere garantite le distanze di sicurezza». —

anna cecchini

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