Il Tirreno

Coronavirus, i cittadini protestano per la chiusura degli uffici postali

Anna Cecchini
Coronavirus, i cittadini protestano per la chiusura degli uffici postali

A Vada, Castiglioncello, Gabbro, Castelnuovo e Nibbiaia gli sportelli delle Poste sono stati chiusi. C'è anche chi ha scritto al Prefetto per chiederne la riapertura

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ROSIGNANO. Protestano i cittadini di Vada, Castiglioncello e delle frazioni collinari contro la chiusura degli uffici postali. Con l'emergenza coronavirus, infatti, sul territorio comunale le sedi rimaste aperte sono quelle di Rosignano Solvay e Rosignano Marittimo.  «Il problema più grande - spiega Daniele Ciurli, di Vada - non è tanto per chi è giovane e può muoversi, qanto per gli anziani che spesso non hanno nepure il Postamat". Dello stesso parere anche Lirio Castellini, di Castiglioncello («le persone anziane possono avere difficoltà a spostarsi per andare all'ufficio postale di Rosignano Solvay, che è molto affollato»). Ugualmente Corrado Palomba di Gabbro: «È una assurdità chiudere gli uffici postali delle frazioni collinari, questo di Gabbro oltretutto è anche già a norma perché davanti agli sportelli ci sono le protezioni per il personale». Non solo, Fiore Malanima, gabbrigiano doc e presidente dell'Arci Asd Gabbro, ha anche scritto a Prefetto, sindaco e presidente del consiglio comunale di Rosignano, chiedendo la rtiapertura dello spostello della frazione.


Poste fa sapere che dopo il Dpcm dell’11 marzo, «abbiamo divulgato un comunicato per spiegare che con l’evoluzione della situazione epidemiologica abbiamo dovuto riproporzionare l’apertura degli uffici in base al numero degli abitanti. Nelle sedi di Castiglioncello, Vada, Castelnuovo e Gabbro sono in corso le sanificazioni e il montaggio delle protezioni in plexiglass. Abbiamo potenziato i Postamat, dove oltre ai prelievi possono essere effettuati tanti altri servizi, come pagare i bollettini».


Nel dibattito interviene il sindaco Daniele Donati, che da giorni porta avanti un confronto con Anci «per evidenziare i disagi legati alla chiusura degli uffici postali. È un problema nazionale, molti servizi sono stati ridotti per evitare contagi tra il personale. Ultimamente Anci chiede a Poste di valutare l'apertura almeno degli uffici periferici dove possono essere garantite le distanze di sicurezza".

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