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Coronavirus, il sindaco di Cecina: «Bus urbani, corse da sospendere»
L’ipotesi di Lippi: «Le persone devono stare a casa, non ha senso far girare pullman vuoti»
CECINA. Dice di averne abbastanza di veder girare sul territorio autobus praticamente vuoti. E quindi ipotizza lo stop totale delle corse dei pullman, sia sul territorio cecinese che quelli extraurbani non legati al pendolarismo di chi lavora in altre zone. La richiesta arriva dal sindaco Samuele Lippi che racconta come, «spostandomi in città per i vari servizi che fanno capo all’amministrazione e per verificare la situazione, vedo in continuazione bus che girano ed effettuano le fermate. Eppure sono vuoti o al massimo li usa qualche abitante». Un servizio che, secondo Lippi, in questo momento non ha senso. «Ripetiamo di continuo ai cittadini - spiega ancora - che è indispensabile restare a casa per contenere il contagio e poi si continua a far andare in giro i pullman. Lo trovo un controsenso. Oltretutto spesso, in condizioni normali, i mezzi pubblici vengono utilizzati dalle persone di una certa età, che sono proprio quelle che con questa emergenza sanitaria rischiano di più ed è quindi fondamentale che non escano da casa».
Insomma, l’idea del sindaco sarebbe quella di azzerare le corse, urbane ed extraurbane. «Chiariamo subito - prosegue - che il mio non è in alcun modo un rimprovero al Ctt, che con l’emergenza sanitaria ha già ristretto le fasce orarie del trasporto pubblico. Credo però che sarebbe meglio annullare ogni corsa, così da evitare da una parte che eventuali persone possano essere tentate di uscire nonostante le indicazioni a livello nazionale e locale siano di tutt’altro genere, e dall’altra che sul territorio transitino decine di mezzi pubblici vuoti, o al massimo con una persona. Diciamo che far i bus quando come sempre, quando si chiede alla popolazione di restare a casa lo trovo un controsenso».
Quanto al problema di quei cecinesi che lavorando all’interno di aziende che secondo le normative del Governo possono restare aperte e che quindi devono spostarsi, magari non solo sul territorio cecinese ma anche nei comuni limitrofi, Lippi spiega che «queste corse è giusto che rimangano attive. Ctt conosce bene quali sono gli orari dei usate dai lavoratori e quindi questi devono restare attivi». Per tutto il resto, secondo il sindaco, sarebbe meglio mettere a punto una sorta di filo diretto fra Ctt e cittadini che devono spostarsi, chiaramente solo per motivi effettivamente necessari.
«Tanti anni fa - ricorda Lippi - l’allora assessore Alberto Mazzoncini mise in piedi il servizio Pronto bus. Per non so quale problema l’attività non è stata proseguita. Ma io penso proprio a un servizio di quel tipo. È chiaro che, anche in questo periodo di emergenza, ci sono persone che hanno necessità di andare in ospedale per fare esami o ritirare fogli, come è chiaro che le persone devono andare a fare la spesa e non tutte hanno l’auto. Ecco, i cittadini potrebbero chiamare per prenotare il trasporto pubblico. Ctt potrebbe usare un bus grande, così da ospitare quattro o cinque persone per mantenere le distanze di sicurezza, studiando un percorso apposito sulla base delle prenotazioni. In questo modo in giro ci sarebbero soltanto pullman davvero utili». Secondo Lippi, il Pronto bus non comporterebbe neanche grossi problemi per il numero di addetti impiegati. «Basterebbe usare - termina - una parte dei dipendenti che oggi guidano i bus per organizzare e gestire prenotazioni e stradari specifici delle corse del Pronto bus».
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