Ricercato da mesi: si nascondeva in mezzo al bosco con soldi e cocaina
Rosignano, il ventiquattrenne arrestato in una tenda in località Saracino. Ha aggredito i militari provando a scappare: ora è in carcere
ROSIGNANO. Le forze dell’ordine di tutta Italia lo stavano cercando dallo scorso dicembre, da quando il tribunale di sorveglianza di Firenze ha emesso l’ordine di cattura nei suoi confronti. Doveva scontare due anni e 11 mesi di carcere. E nel pomeriggio di lunedì 30 marzo i carabinieri della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, lo hanno sorpreso in una tenda in mezzo al bosco in località Saracino, vicino a Rosignano Marittimo, arrestandolo per spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.
È finita in un accampamento degradato e circondato da taniche di benzina vuote la latitanza del ventiquattrenne marocchino Erraddad Rida. I militari del Nucleo operativo e radiomobile di Cecina, insieme ai colleghi della stazione di Rosignano Marittimo, gli stavano sulle tracce da giorni. Sapevano che era nascosto lì e nonostante l’emergenza coronavirus, che sta sottraendo energie a tutti gli uomini dell’Arma per i costanti controlli del territorio, hanno continuato a tenerlo d’occhio. Poi – come previsto dalle disposizioni ministeriali – si sono armati di mascherine e guanti e sono andati a fargli visita fuori da quella sorta di abitazione sfasciata che ormai era diventata la sua casa, in mezzo al bosco e – secondo lui – anche lontano dagli sguardi indiscreti.
Rida aveva con sé 3,65 grammi di cocaina divisi in cinque involucri e 440 euro in contanti, che gli investigatori sono convinti siano frutto dei guadagni derivanti dalla sua attività illecita. Per questo, alla vista dei militari del Norm, ha provato a scappare. Poi, dopo essere stato bloccato, ha provato a dimenarsi. Motivo per il quale è stato arrestato in flagranza di reato, oltre che per spaccio, anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, con i militari che fortuna non hanno registrato conseguenze fisiche dopo il corpo a corpo con il giovane nordafricano, successivamente immobilizzato e finito in manette.
Il giovane era già stato arrestato a Pisa nel novembre del 2017, in quel caso dalle volanti della polizia di Stato. Alla vista degli agenti, infatti, tentò di scappare da viale Gramsci all’interno della stazione ferroviaria della città della Torre pendente, a poca distanza dai loggiati dove era stato individuato, attirando l’attenzione delle forze dell’ordine che erano riuscite a inseguirlo e a fermarlo prima che potesse salire su un qualsiasi treno diretto a sud.
Secondo l’ordine di cattura del tribunale di Firenze – che si basa sulle condanne definitive nei suoi confronti – Rida deve scontare ancora due anni e 11 mesi di reclusione. Per questo dopo essere stato trasferito in caserma, poi sanificata come previsto dalle norme in atto per il coronavirus, è stato trasferito nel carcere delle Sughere. —
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