Il Tirreno

Coronavirus, ecco i buoni spesa per chi è in difficoltà: i Comuni studiano come distribuirli

Coronavirus, ecco i buoni spesa per chi è in difficoltà: i Comuni studiano come distribuirli

Tecnici comunali, uffici sociali e Società della salute devono fissare i criteri. Per i sindaci stanziamenti insufficienti

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CECINA. Priorità a chi non ha altro reddito, o aiuto sociale; consegna dei buoni spesa tramite le associazioni di volontariato. Questi i criteri guida dei Comuni della Bassa Val di Cecina, che hanno concordato una stessa linea di intervento per la distribuzione dei buoni spesa stanziati dal governo per le famiglie che si trovano senza lavoro, e quindi senza reddito, a causa dell'emergenza coronavirus. La maggior parte opera nei settori del commercio, del turismo e dei servizi. Ieri i sindaci della zona si sono riuniti con la Società della Salute ed hanno concordato che saranno gli uffici comunali, i servizi sociali e la Società della Salute a definire i criteri per la scelta delle famiglie, sulla base delle linee guida di fondo. In sostanza priorità assoluta a chi non ha altri aiuti o fonti di guadagno, a chi non ha tutele come le partita Iva. I buoni saranno distribuiti tramite associazioni di volontariato, a Cecina Auser e Pubblica Assistenza. Il problema è l'entità degli stanziamenti, che in comuni con alta percentuale di economia legata al terziario di servizio come quelli della costa, Cecina in particolare, sono davvero esegui. 166.830 euro per Cecina, poco più di 170mila per Rosignano, 57mila per Castagneto, 21mila e spiccioli per Bibbona.Per questo è stato trovato un accordo con Coop e Conad per incentivare la "spesa sospesa", le donazioni tipo Banco alimentare per dare unamano a chi si trova in difficoltà.

Comune di Cecina: 166.830 euro
Una giornata lunghissima, quella di ieri, per gli amministratori cecinesi. Impegnati in una serie ininterrotta di incontri: con i tecnici e i dirigenti comunali, le associazioni di volontariato, i servizi sociali. Nel pomeriggio si è riunita la Società della salute con tutti i sindaci del territorio per definire criteri comuni per l'assegnazione dei buoni spesa. 166.830 euro per Cecina. In serata la comunicazione al consiglio comunale via skype. «Abbiamo concordato una linea comune - dice il sindaco Samuele Lippi - che domani (oggi, ndr) gli uffici metteranno in pratica. Purtroppo i soldi stanziati dal governo sono davvero pochi. Per questo puntiamo molto sulla solidarietà di tutti, e vogliamo estendere la "spesa sospesa" nei supermercati Coop e Conad».

Comune di Rosignano: 176.143 euro
Dei comuni della Costa Etrusca, Rosignano è quello con lo stanziamento più elevato: 176.143 euro. «Lavoriamo da stamani (ieri, ndr) - spiega il sindaco Daniele Donati - per individuare nuclei familiari e singoli a cui ripartire questi contributi. Sicuramente ci sono le famiglie seguite dai servizi sociali, che quindi conosciamo. Oltre a queste stiamo cercando dei criteri che ci permettano di individuare altri nuclei familiari». Quanto all'ammontare del fondo di Protezione civile, Donati sottolinea che «se l'emergenza si prolungasse, andrà rivisto e aumentato. Non solo, sarà necessario pensare a quelle persone che facevano lavori stagionali e che non stanno lavorando. Credo che ci sarà necessità di altri stanziamenti».

Comune di Bibbona: 21.429
Il sindaco di Bibbona sa che, sulla base della suddivisione prevista dallo Stato, del fondo straordinario di Protezione civile di 400 milioni stanziato con l'ordinanza di tre giorni al suo territorio spettano 21.429 euro. Resta da capire come suddividere questa somma. «Non ci si può basare sull'Isee - dice Fedeli -, perché ci sono persone che non dispongono di questo indicatore. Pensiamo di incrociare i dati economici con l'esperienza diretta sul territorio, da parte di forze dell'ordine e volontari, che in aree piccole come la nostra sanno quali sono i nuclei in difficoltà. Comunque sul sito del Comune metteremo un numero dedicato per raccogliere questi dati». Il Comune di Bibbona deve ancora decidere come erogare questi fondi: «La forma migliore ci sembra fare noi la spesa e consegnarla, per essere certi dell'uso giusto dei fondi».

Comune di Castagneto: 57.517
Castagneto ha a disposizione 57.517 euro da ripartire a famiglie e soggetti in difficoltà nell'approvvigionamento di beni di prima necessità, in primis quelli alimentari. «Stiamo verificando - spiega il sindaco Sandra Scarpellini - come ripartire questi stanziamenti. Con servizi sociali stiamo evidenziando i bisogni che già sono noti. Il problema è capire come individuare nuovi nuclei familiari in tempi brevi e con certezza, stiamo valutando in collaborazione con Società della Salute. E poi c'è da stabilire quale sia la forma migliore e più veloce per far avere questi contributi. Vale a dire se sia più efficace effettuare il servizio di acquisto e consegna della spesa, tramite volontari o associazioni, o se invece sia meglio dare i bonus alle famiglie che poi potranno spenderli».


 

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