Il presidio
Coronavirus, il racconto della commessa: «Noi, lavoratori in prima linea»
Gloria Malossi ha 35 anni e da dieci lavora in un supermercato di Cecina: «Chiedo ai cittadini di aiutarci rispettando alcune semplici regole»
CECINA. «Lavoro in un supermercato e amo quello che faccio, ma mai avrei pensato di dover essere una di quelle categorie che in un momento come questo è essenziale per la collettività. E allora chiedo ai cittadini di aiutarci a poter dare il nostro servizio, rispettando alcune semplici regole». Gloria Malossi ha 35 anni e da dieci lavora al supermercato Coop di Cecina. Ama la sua attività e la continua possibilità di confrontarsi con i clienti. Un contatto umano che è uno degli aspetti belli del suo lavoro, ma che in questo periodo di emergenza legato al coronavirus viene fortemente limitato dalla necessità di restare alla distanza di sicurezza, a cui non sempre si attengono tutti i clienti del negozio. «In vita mia – spiega - non ho mai pensato di dover essere una di quelle categorie che in un momento come questo diventa essenziale per la collettività. Un medico, un infermiere lo sa che è in prima linea, non dovrebbe trovarsi lì per caso (e la mia gratitudine e stima per loro è infinita), ma chi lavora nei supermercati no. Invece adesso è così». Ecco che Gloria, un po’ a nome di tutti gli addetti che nonostante l’epidemia continuano a lavorare a contato con il pubblico, chiede ai cittadini di fare la loro parte. «Il nostro – dice – è un servizio essenziale e cerchiamo di farlo al meglio, ma è chiaro che anche noi andiamo al lavoro con un po’ di paura. A tutta Italia viene chiesto di stare a casa, ma noi non possiamo. Però chiediamo a chi viene nei negozi il rispetto delle regole».
Gloria spiega che il supermercato, non appena l’emergenza si è presentata, ha «preso tute le precauzioni del caso, per farci lavorare in sicurezza. Ci hanno dotato di mascherine e guanti monouso, davanti alle casse sono state messe barriere di plexiglass e siamo stati riforniti di gel igienizzante. Insomma queste misure ci tutelano, ma sappiamo che non ci salvano. Tutti noi abbiamo a casa mariti, figli, genitori anziani, insomma affetti che vogliamo preservare. La nostra paura non è soltanto di ammalarci, ma di portare il virus nelle nostre famiglie».
Così Gloria si fa portavoce delle paure di chi come lei lavora a contatto con il pubblico nonostante l’emergenza sanitaria e chiede il rispetto di semplici regole: «Rispettate le distanze da noi che stiamo lavorando nelle corsie, usate mascherine e guanti. Tra l’altro questi ultimi vengono forniti dal supermercato, come del resto il gel igienizzante all’ingresso. E soprattutto non vi accalcate. Il supermercato, dal canto suo, garantisce la sanificazione continua di carrelli e salvatempo. E’ bene che ognuno faccia la sua parte».
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