Il presidio
«Il grigiore rende i nostri colori più visibili e un “grazie” è la ricompensa più grande»
Walter Bani è un operatore ecologico e racconta come è cambiata la percezione generale intorno al suo lavoro «La parola “spazzino” è a volte pronunciata in tono dispregiativo. Adesso la considerazione delle persone è cambiata»
LA LETTERA
walter bani (*)
È vero, il lavoro dello spazzino, o come si dice negli ultimi anni, operatore ecologico, non richiede titoli di studio particolari o competenze specifiche.
Io faccio questo lavoro in una piccola cooperativa sociale. Ognuno di noi ha la sua storia. Chi fa questo lavoro da una vita, chi come me lo fa da dieci anni, dopo aver conseguito una laurea specialistica, evidentemente poco spendibile in questo Paese o perché magari sono stato io stesso a crederci poco. Ma questo è un altro discorso.
Il nostro lavoro in questo particolare momento di emergenza sanitaria, risulta tra le attività essenziali per la società e quindi non si può sospendere.
Ecco che improvvisamente agli occhi delle poche persone che si spostano la mattina per Cecina e dintorni la presenza degli spazzini viene notata.
Il nostro lavoro nell’immaginario collettivo è spesso considerato il lavoro di chi non ha trovato meglio. Il lavoro di chi ha avuto problemi con la vita. Il lavoro di chi non saprebbe fare altro.
Il termine “spazzino” viene a volte pronunciato dalla gente in tono dispregiativo. Più volte in questi dieci anni mi è successo di aver incontrato durante il turno di lavoro persone che mi si sono rivolte in maniera altezzosa, poco educata.
La gente alcune volte si sente come legittimata a trattarti con superiorità solo perché paga la Tari, come se noi ne fossimo esentati.
È vero, alcune volte non riusciamo a fare tutto quello che dovrebbe essere fatto, ma non sempre questo dipende da noi.
Essendo una cooperativa che ha in appalto il servizio di spazzamento, sopravviviamo con quello che ci viene dato da “chi ci sta sopra”.
Con gli anni ci sono stati tagli consistenti sui compensi a noi destinati, mentre i prezzi del materiale che ci serve per svolgere la nostra attività sono aumentati.
Questo ha fatto sì che non possiamo permetterci di fare grandi investimenti per migliorare la qualità del nostro lavoro. Anche i compensi previsti dal nostro contratto sono quelli che sono. Nonostante tutto ci siamo sempre. Da trenta anni.
Ogni mattina, con la pioggia, il vento, il freddo dell’inverno o il caldo sempre più torrido dell’estate. La domenica, a Natale e durante tutti gli altri giorni festivi. Dopo i mercati, le feste di piazza, il carnevale.
Quando iniziamo il turno gran parte della popolazione sta ancora dormendo. La nostra sveglia suona presto. Alcune mattine è più dura alzarsi dal letto. Sembra quasi che le coperte non vogliano lasciarti andare.
Hai però la fortuna in questo modo di vedere tutti i giorni l’alba e il cielo che si dipinge di rosa e di azzurro. Non ci sentiamo certo eroi. Ci sono tanti altri lavori sicuramente più rischiosi e che richiedono più sacrificio del nostro.
Ma facciamo la nostra parte affinché i paesi dove operiamo siano in ordine, puliti e belli da vivere il più possibile. In questi giorni ho ricevuto più volte l’augurio di un “buon lavoro”. Qualcuno mi ha detto semplicemente “grazie”.
Forse la considerazione che la gente ha nei nostri confronti in questo particolare momento sta cambiando. Forse la quotidianità meno frenetica che questo virus ci ha imposto ha fatto spiccare nel grigio della città l’arancione catarifrangente delle nostre pettorine.
Forse da questo momento in poi la gente apprezzerà di più il nostro lavoro. Mi piace credere che sarà così. Le gratificazioni che il nostro lavoro offre sono poche. Ecco che per noi un “grazie” o un semplice “buon lavoro” sarebbero già una gran ricompensa. In questo momento più che mai. —
(*) socio della Eco Coop Il Cavallo, cooperativa che ha in appalto un servizio di spazzamento strade nei territori di Cecina, Riparbella e Guardistallo. Nell’ articolo in basso ci sono la foto dei colleghi di Walter Bani e il racconto del presidente della cooperativa.
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