«Restare a casa significa rinunciare anche al croissant»
CECINA. «Il messaggio che deve passare tra i cittadini è “state a casa”, allora crediamo non sia giusto che le persone si fermino qui a prendere un caffè o un dolce. È un controsenso». Laura Cavallini, che con la famiglia è titolare della Pasticceria Silvia a Cecina, non ha dubbi. Così ha deciso di chiudere. «È una scelta etica - ripete -, ognuno deve fare la sua parte. Lunedì scorso abbiamo tolto tavoli per garantire il metro di distanza tra i clienti, ma non è semplice spiegarlo alle persone. Poi penso ai nostri dipendenti, alla loro salute. Certo mi dispiace per chi viene abitualmente a pranzo, sono amici più che clienti, ma la nostra coscienza ci ha detto che dovevamo fare così, è una scelta che ci rende più tranquilli. Per noi è un grosso sacrificio, ma lo facciamo per la salute di tutta la comunità. Continuiamo a fare dolci da asporto e consegne a domicilio».
Già da martedì 10, in anticipo rispetto ad altri negozi, ha deciso di interrompere l’attività anche la pasticceria Dolce Vita. «Prima di tutto - spiega il titolare Alessandro Bianco - per salvaguardare la salute dei nostri nove dipendenti. Se le autorità impongono di non uscire e non avere contatti è assurdo che le persone vengano al bar. Inoltre ci siamo resi conto che far mantenere le misure di sicurezza è troppo difficile. È stata una scelta sofferta, ma è anche uno stimolo per far capire a tutti che non è il caso di uscire di casa». Anche la Dolce vita continua a fare servizio su ordinazione e a domicilio. —
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