Coronavirus, il direttore del pronto soccorso di Cecina: «Ecco come combattiamo l'emergenza»
Pennati: «Meno pazienti, ma più complicati da gestire. Da parte nostra formazione e volontà costante»
CECINA. Il pre-triage dovrebbe funzionare da barriera. Perché i medici devono essere in grado di esaminare a parte chi arriva al pronto soccorso con sintomi riconducibili a quelli causati dal coronavirus. Poi, un percorso dedicato. Anche l’ospedale di Cecina si è organizzato per far fronte all’emergenza in corso. Ma questo particolare momento storico com’è vissuto dai medici del pronto soccorso?
«impegno di tutti»
«Innanzitutto è fondamentale conoscere il problema - spiega il dottor Paolo Pennati, direttore del pronto soccorso dell’ospedale di Cecina - Chiaramente ognuno di noi ha il suo carattere, c’è chi è più ansioso e chi meno, ma l’importante è non farsi prendere dal panico. Perché quella attuale è una situazione che richiede l’impegno costante di tutti». Ecco dunque come sta lavorando il pronto soccorso ai tempi del coronavirus.
«tamponi anche qui»
«I pazienti che presentano i sintomi compatibili col virus - dice il dottor Pennati - vengono esaminati all’interno della tenda ed eventualmente indirizzati, mascherina sul volto, nella struttura sanitaria da un percorso separato per poi essere messi in isolamento».
Il personale impiegato nella tenda del pre-triage e i sanitari che interagiscono con i pazienti indossano la mascherina: questo per lo meno prevede il protocollo. «Adesso facciamo il tampone anche nella struttura di Cecina e questo è per noi certamente un impegno in più rispetto a quelli del passato. I tamponi vengono poi mandati all’ospedale di Pisa per essere analizzati e noi riceviamo le risposte almeno dodici ore dopo l’invio. Ci vuole insomma del tempo».
«calo di ingressi»
In tutto questo il numero di quanti accedono al pronto soccorso è molto più basso rispetto al passato. «A Cecina c’è stato un calo di accessi del 40% - racconta Pennati - Meno persone, ma pazienti più impegnativi». All’ospedale cecinese, per adesso, non ci sono stati casi di pazienti risultati positivi al coronavirus. Nonostante questo la struttura pare si stia attrezzando per offrire maggiori servizi.
«ampliamento spazi»
«Ci stiamo organizzando per ampliare gli spazi. Anche perché può darsi che gli altri ospedali abbiano bisogno di posti». Questo discorso vale, in generale, per la terapia intensiva e, in particolare, per il pronto soccorso. «C’è una sola stanza per l’isolamento, ma è chiaro che se c’è necessità ne dobbiamo trovare altre».
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