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«Sono ovunque e riempiono le seconde case» La psicosi dei “milanesi” tra verità e leggende
C’è l’opinione che molti siano fuggiti dalle zone rosse per rifugiarsi nelle proprietà al mare o nei camper. Ma in giro non si trovano....
il viaggio
claudia guarino
C’è chi li ha visti al bar e chi al supermercato. Chi giura che le seconde case sono state in gran parte riaperte e chi è certo: le piazzole di sosta sono tutte piene di camper occupati da persone in fuga dalla zona rossa.
Di questi tempi fa quasi più paura “il milanese” considerato portatore di coronavirus, piuttosto che il coronavirus in sé. Perché, in barba a ogni raccomandazione, domenica i centri di mare erano zeppi di gente, compresi bar e locali vari. Ma c’è un problema: «Troppi milanesi - hanno detto in molti - Perché non sono rimasti in Lombardia?».
Dopo che la Lombardia e altre 14 province sono state “isolate” è scattata la psicosi dei lombardi in fuga verso le seconde case. Anche della zona. Il Tirreno ha viaggiato lungo la costa per cercare di capire l’entità di questo “fenomeno” e la percezione che parte della cittadinanza ha di esso.
A Rosignano ieri mattina pioveva e molti locali erano chiusi. Tutta un’altra storia rispetto a domenica, insomma. Dopo qualche passo in centro, dove tutti giurano di aver visto «tanti milanesi», un tour delle principali aree di sosta per camper e la conseguente sorpresa di vederle vuote. Probabilmente ce ne sono altre rispetto a quelle visionate. Quelle potrebbero anche essere piene. Ma il sindaco Daniele Donati conferma: «Oggi (ieri ndr) i camper non ci sono più».
In uno degli spiazzi della Mazzanta di camper parcheggiati ce ne sono tre. Uno all’apparenza abbandonato, uno momentaneamente disabitato e uno con a bordo una coppia di Brescia, il cui racconto si trova nell’articolo in basso. Nient’altro.
Spostandosi a sud e passeggiando per Marina di Cecina la situazione è la stessa. «Milanesi? Ieri ce n’erano parecchi in giro». Ma nessuno sa dire chi fossero. «Non sono i turisti che vediamo solitamente d’estate. Provi a sentire il bar».
«Sì, c’erano - dicono dal bar - Ma non so chi fossero. Provi a sentire l’albergo».
«Da noi no - fanno sapere dall’albergo - ma in piazzetta li incontra di sicuro». La ricerca dei milanesi continua nei quartieri delle seconde case, la maggior parte delle quali si presentano con tapparelle abbassate e portoni sprangati.
«È perché i milanesi si nascondono, sanno chi li cercano e non vogliono farsi vedere», dice un giovane. «Non so dove sono quelli della zona rossa - spiega un uomo - io per fortuna sono fiorentino». Parlando con un residente e chiacchierando con un altro saltano fuori una serie di indirizzi intestati, pare, a lombardi. Un suono di campanello, poi un altro. Dall’interno, nessuna risposta. «Oggi non li trova - dice una passante - sanno che li stanno cercando. Credo che preferiscano muoversi in camper. Mi hanno detto che ce ne sono molti intorno al palazzetto dello sport».
A questo punto una tappa in zona è d’obbligo. Il parcheggio intorno al palazzetto dello sport è vuoto. Capita però di incontrare emiliani o lombardi che dicono di essere “storici” in quanto vivono in zona ormai da tempo. Ma c’è anche l’opinione che lo dicano per non dare troppo nell’occhio... —
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