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Il sindaco di Cecina resta presidente della Società della salute

Maria Meini
Il sindaco di Cecina resta presidente della Società della salute

Scontro tra sindaci all'assemblea di Donoratico, rinviata la richiesta del Pd di un cambio al vertice

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DONORATICO. Chi si aspettava un clamoroso cambio di scena, con Lippi defenestrato dalla Società della Salute, è rimasto deluso. Nell’assemblea delle Valli etrusche che si è svolta venerdì 28 febbraio a Donoratico, è andato in scena un altro film. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordiamo che il Partito democratico, con una nota delle federazioni di Piombino e di Livorno, giovedì, alla vigilia dell’assemblea, aveva chiesto seppur in modo velato le dimissioni del sindaco di Cecina dalla presidenza dell’organismo di rappresentanza territoriale. Perché? Sicuramente perché Samuele Lippi non è più un sindaco del Pd, essendo uscito dal partito. Ma nel comunicato a firma di Simone Rossi e Simone De Rosas (i due segretari di federazione) si fa riferimento alle politiche sanitarie, politiche che devono essere coordinate e condivise secondo le indicazioni della Regione Toscana, in cui Lippi non si ritrova più. Per questo il Pd chiede una guida più “equilibrata”.

Lo dovrebbe sostituire il sindaco di Rosignano, Daniele Donati, in un non detto che circola nelle stanze della politica locale. Con maggior insistenza da quando, nell’ultima riunione a Firenze sull’emergenza coronavirus, il sindaco di Cecina è stato contestato da molti colleghi e dal governatore Rossi per le decisioni prese in solitudine. A partire dall’apertura del Coc, culminando nell’ordinanza di chiusura delle scuole di martedì scorso. Anche ieri si è parlato a lungo di coronavirus, con un esperto dell’azienda sanitaria. Il duello politico è arrivato in chiusura. Lippi ha ribaltato la richiesta del Pd. Volete che mi dimetta? Ha detto in buona sostanza. Bene, allora me lo devono dire i sindaci. Visto che questa è un’assemblea di sindaci, e dai sindaci sono stato eletto come presidente, devono essere loro a sfiduciarmi.

C’è stato un botta e risposta con Donati e la sindaca di Castagneto Carducci. Ma poi è stata la stessa Sandra Scarpellini a chiedere di abbassare i toni e a cercare un dialogo. Con il risultato che la decisione è stata rinviata alla prossima assemblea. E anche la richiesta è mitigata: o Lippi si dimette oppure, per dare continuità al suo mandato, si ricolloca in una posizione più coordinata con gli altri sindaci della costa. Una decisione su cui non può non pesare il rapporto con Piombino e la nuova amministrazione di centrodestra della giunta Ferrari. Uno sbilanciamento del Pd all’interno della Società della salute potrebbe favorire l’ala sud della confederazione nata a tavolino con la costituzione degli ospedali in rete Cecina-Piombino. E di conseguenza il centrosinistra potrebbe anche finire per perdere la leadership.

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