Il Tirreno

LA STORIA 

«Grazie a pulcRea ho ritrovato lavoro» Funziona il percorso di pubblica utilità

Alessandra Bernardeschi
«Grazie a pulcRea ho ritrovato lavoro» Funziona il percorso di pubblica utilità

La testimonianza di un 47enne rimasto senza occupazione Assunto per sei mesi ora ha partecipato a un altro bando 

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47 anni. Sposato, padre di una bambina, si è trovato improvvisamente senza un impiego. L’azienda per la quale lavorava è fallita. Inizia da qui il percorso di Luca (il nome è di fantasia per rispetto della privacy), residente nel comune di Rosignano Marittimo, che dopo un primo smarrimento non si è fermato di fronte alle difficoltà ma ha iniziato a bussare alle porte delle varie aziende del territorio.

Consapevole che un lavoro andava comunque trovato per mantenere la propria famiglia. Poi, improvvisamente, uno spiraglio: il progetto “pulcRea” rivolto alla realizzazione di opere di pubblica utilità; un progetto realizzato da Rea con il paternariato dei Comuni di Rosignano Marittimo e Collesalvetti, attraverso il sostegno finanziario del Fondo Sociale Europeo, dello Stato e della Regione. In pratica un progetto rivolto alle persone rimaste senza lavoro e che sono state impegnate nei mesi scorsi in attività socialmente utili.

«Ho visto questo bando, ero senza lavoro ed ho deciso di partecipare - racconta Luca - sono stato assunto assieme ad altri, per sei mesi. Prima di tutto abbiamo partecipato ad un corso di formazione. Poi abbiamo iniziato a lavorare: 20 ore alla settimana suddivise in 3 giorni. Siamo andati a pulire le griglie, i fossati, a sistemare i cestini. Abbiamo agito in diverse zone del territorio comunale, sul lungomare di Caletta, di Castiglioncello, alle spiagge Bianche ed in altre aree».

Un lavoro che, se anche a tempo determinato e per 20 ore settimanali, riporta la persona a sentirsi utile. «La maggiore soddisfazione che ho avuto in quei mesi - continua - sono stati i commenti positivi dei cittadini che, vedendoci lavorare, ripulire i fossi, le passeggiata, le grate, vedendoci sistemare i cestini, hanno espresso soddisfazione. Sono stati tanti quelli che ci hanno fatto i complimenti».

Ma lavorare significa anche avere rapporti interpersonali. «Eravamo un gruppo di 16 persone - continua - e devo dire che tra noi si sono instaurati rapporti positivi e di collaborazione. Quando ci venivano fatti i complimenti questi erano per tutto il gruppo». La formazione è stata utile dice Luca; utile per entrare comunque all’interno di un’azienda, per sviluppare conoscenze e rapporti sociali per "un domani". Una formazione spendibile tanto che Luca attualmente sta continuando a lavorare per Rea. «Ho partecipato ad un altro bando- ha spiegato - sono stato preso. Si tratta di un contratto a termine - dice - tra poco avrò concluso anche questa esperienza; ed è ovvio che mi auguro, magari anche attraverso un ulteriore bando, di poter riprendere a lavorare quanto prima». Intanto Luca è inserito in graduatoria. Alla domanda se partecipare o meno ad un percorso di lavoro socialmente utile sia importante, Luca non ha mostrato dubbi: «Per quanto mi riguarda è stata un’esperienza positiva che potrei consigliare a tutti coloro che si trovano senza un lavoro».

Una esperienza positiva anche perché ha abituato questi cittadini, indipendentemente dal loro titolo di studio, ad informarsi sui vari bandi emessi dalle aziende pubbliche o private. Adesso Luca, e con lui tanti altri, spera in un nuovo incarico e, forse, anche in un lavoro a tempo indeterminato. La nostra intervista termina velocemente perché i compagni lo chiamano. Il turno inizia e con esso il lavoro. —



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