Il Tirreno

dopo la presunta aggressione 

Ferita alla testa nel parcheggio: «Scusate, non ricordo niente»

Stefano Taglione
Una pattuglia dei carabinieri
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Una pattuglia dei carabinieri

Rosignano: la donna è tornata dai carabinieri, ma ha deciso di non sporgere denuncia. Domenica era stata dimessa dal pronto soccorso con dieci giorni di prognosi

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ROSIGNANO. Il suo racconto lacunoso non avrebbe convinto i carabinieri. Per altro lunedì 10 febbraio – dopo essere andata a riprendere la macchina lasciata posteggiata vicino alla caserma di Rosignano Marittimo – non ha neanche sporto denuncia. «Aiuto, mi hanno aggredito tre ragazzi». Con queste parole sabato sera, l'8 febbraio, una donna di 36 anni si è presentata fuori dalla pizzeria “Le Simpatiche canaglie” di via Antonio Gramsci, raccontando di essere stata picchiata sotto casa di un’amica a 400 metri dallo stesso ristorante, dove per altro si trovava fino a poco prima della presunta aggressione.

Una versione che, tuttavia, non ha trovato conferma dal lavoro degli inquirenti. La trentaseienne all’arrivo dei soccorritori del 118 e degli uomini dell’Arma era comunque ferita, tanto che è stata dimessa dall’ospedale di Livorno con dieci giorni di prognosi a causa di un profondo taglio curato con cinque punti di sutura. Non sa, però, come quella lesione alla testa se la sia procurata. Lei ha spiegato di aver tolto le chiavi dalla macchina e, nei pressi di un parcheggio del centro, essere scesa e poi rientrata nell’abitacolo per prendere il suo zaino rimasto sul sedile anteriore del passeggero.

A quel punto sarebbe stata colpita, perdendo temporaneamente conoscenza. Non avrebbe sentito alcun rumore, neanche di passi. Poi un buco lungo forse mezz’ora. Con lei che si ricorderebbe solo di essersi ripresa, con i soccorritori dell’ambulanza e il personale del ristorante attorno a lei, fuori dalle “Simpatiche canaglie”, a 400 metri di distanza dal luogo del presunto pestaggio. Come sia arrivata dal posteggio alla pizzeria non lo sa spiegare, come non sa ricostruire l’aggressione di cui ha raccontato lì per lì. I militari hanno lavorato senza sosta per ricostruire i contorni della vicenda, che è apparsa fin dal primo momento molto nebulosa. Non ci sono testimoni, né telecamere in aiuto degli investigatori. E lei non ha sporto denuncia, quindi essendo la prognosi inferiore ai 20 giorni (dieci) il reato non è procedibile d’ufficio, ma solo per querela di parte.

La questione non è stata comunque sottovalutata. Gli uomini dell’Arma di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, hanno cercato in tutti i modi di comprendere l’accaduto. Come si è ferita la donna? Da sola, magari sbattendo contro un palo, oppure qualcuno veramente l’ha picchiata? E come è possibile che non ricordi nulla? Quesiti che potrà dissipare solo lei, magari nei prossimi giorni, se le verranno in mente altri particolari e deciderà di andarli a raccontare ai militari della stazione di Rosignano Marittimo.

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