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Il Comune ha chiesto un incontro a Solvay «Chiarire se la causa è legata all’industria»

Alessandra Bernardeschi
Il Comune ha chiesto un incontro a Solvay «Chiarire se la causa è legata all’industria»

L’assessore Brogi: «Mesi fa Arpat ci comunicò un problema a una vasca in zona sodiera, scattati i primi controlli dei pozzi»

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ROSIGNANO. Il sindaco Daniele Donati ha chiesto un incontro con la società Solvay, Asl e Arpat per approfondire la problematica dei pozzi nella zona dei Palazzoni. Pozzi chiusi, in via precauzionale, dopo che le analisi effettuate da Arpat e Asl hanno rilevato il superamento di alcune sostanze come arsenico, cromo, ferro, zinco, manganese, nichel e cloruri.

A chiarire ai tanti cittadini che hanno partecipato all’assemblea indetta ieri pomeriggio in piazza del Mercato, l’assessore all’ambiente Vincenzo Brogi. «Qualche mese fa - ha spiegato Brogi - Arpat ci comunicò che c’era un problema relativo ad una vasca vicina alla sodiera. Vennero eseguiti alcuni controlli sui pozzi più vicini, ossia in via Agostini. In tre di questi venne rilevato un superamento del limite consentito di arsenico e cromo esavalente. Da qui la prima ordinanza di chiusura di quei soli tre pozzi e la richiesta di Arpat a Solvay di installare piezometri in via Agostini per monitorare le falde. Ad ottobre Arpat ha effettuato controlli dell’acqua dei pozzi; le analisi hanno rilevato superamenti di alcune sostanze. L’Asl ha inviato una nota al sindaco e così in via precauzionale i pozzi di tutta l’area sono stati chiusi».

A chi ha chiesto maggiori informazioni e le cause di tali superamenti Brogi ha risposto: «Non sono un giudice, ma la vicinanza della zona chimica potrebbe dare indicazioni forti. Ecco la necessità di incontraci con Solvay, Arpat ed Asl per mettere in piedi una collaborazione attiva in modo da approfondire la situazione».

E dunque controlli dell’acqua dei pozzi in un’area più vasta e «controlli incrociati dei dati - continua Brogi - Se da questi approfondimenti emergessero problemi chiederemo a Solvay un piano di bonifica». Il sindaco ha precisato che «i risultati del superamento di alcune sostanze riguardano i parametri ambientali e che i pozzi non hanno interferenze con l’uso idropotabile dell’acqua che esce dai rubinetti, che è controllata dai gestori e arriva da altre falde. C’è comunque necessità di approfondire, con tutti gli organi coinvolti, per arrivare a capire l’esatta situazione e se vi siano interventi da mettere in atto».Tra gli interventi quello di Walter Botti che ha chiesto chiarimenti sulla vicenda legata ai pozzi «perché arsenico e cadmio sono sostanze portate dalle industrie». Loriana Fiorentini ha posto invece l’attenzione sulla necessità di abbattere le barriere architettoniche presenti nel quartiere; Daniele Sarperi ha chiesto di risolvere il problema dei «frequenti allagamenti in via Carducci e nelle zone limitrofe»; Francesco Baglini ha suggerito una «pista ciclabile lato mare per raggiungere le scuole e le spiagge e maggiori controlli sulla velocità ed il rumore su via Veneto», mentre Fernando Gasperi e altri cittadini hanno invece posto il problema delle buche nelle strade, la manutenzione del verde; la necessità di ripiantare alberi laddove sono stati tagliati e quella di fare i marciapiedi dove mancano. —

Alessandra Bernardeschi

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