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Dal talento di tre giovani ingegneri nasce un'impresa innovativa: ecco E-plant industrial design
Dopo una esperienza in una società di Cecina, Federica, Fabrizio e Michele hanno realizzato il loro progetto: «L’Incubatore di Rosignano ci ha fornito spazi e assistenza per accedere ai fondi»
ROSIGNANO. Sono ingegneri, hanno un’età compresa tra i 31 ed i 40 anni. Due erano soci, ed uno dipendente, di uno studio di Cecina. Hanno deciso di uscire dalla società e di intraprendere una strada professionale autonoma trovando l’appoggio nell’Incubatore di impresa in via Cairoli a Rosignano Solvay. Fabrizio Ripoli ingegnere, 37 anni, abita a Rosignano Solvay, Federica Corsi, ingegnere, 40 anni arriva invece da Livorno, e Michele Mannoni di 31 anni è di Rosignano. Tutti lavoravano nello stesso studio. «Dopo un paio di anni - spiegano - abbiamo preferito prendere un strada diversa. Siamo un gruppo affiatato, abbiamo le competenze giuste e l’età idonea per metterci per conto proprio».
Confessano che la scelta non è stata semplice: «Abbiamo girato e visto varie realtà, anche quella di Navacchio - spiega Ripoli - volevamo una struttura dove poterci insediare senza dover pagare alti costi d’affitto. Volevamo sviluppare i nostri progetti. Adesso abbiamo trovato il luogo giusto nei locali dell’Incubatore. Qui ci sono spazi attrezzati, l’affitto è irrisorio, siamo stati supportati per accedere ai finanziamenti a tasso zero o a fondo perduto. Non è una cosa scontata». Insomma, una occasione per creare un’impresa. Il nome che hanno scelto per l’azienda è “e-plant industrial design”. Si tratta di una start up innovativa nella progettazione impiantistica multidisciplinare, che opera nei settori chimico, petrolchimico e nelle energie rinnovabili.
È una delle aziende “incubate” ossia che hanno l’ufficio all’interno degli spazi di via Cairoli messi a disposizione dal Comune di Rosignano Marittimo. «Vogliamo - dice Federica Corsi - offrire progetti di ricerca e sviluppo che siano di qualità. In particolare stiamo sviluppando una proposta per creare una sinergia tra le imprese». «Attualmente - continua Ripoli - stiamo lavorando con aziende di Milano e Roma. Due città dove stiamo ottenendo riscontri estremamente positivi e dove stanno apprezzando le nostre competenze tecniche ed il nostro entusiasmo. All’inizio - dice sorridendo - ci hanno detto che eravamo dei pazzi. Oggi fare impresa è davvero difficile soprattutto perché l’iter burocratico per attivare finanziamenti è complesso. In alcuni uffici ed enti predisposti tutto diventa complicato. Alcuni non sanno neppure che certe tipologie di finanziamento esistono. La Regione Toscana è tra le Regioni che si sta muovendo di più e che sta cogliendo l’opportunità dei fondi messi a disposizione dall’Europa. All’interno dell’Incubatore - continua - abbiamo trovato le necessarie competenze; ci hanno supportato illustrandoci le varie possibilità».
Possibilità varie, che vanno dai finanziamenti a tasso zero o a fondo perduto. Si tratta di «percorsi che esistono ma che non vengono pubblicizzati, eppure aiuterebbero i giovani a realizzare i loro progetti, a fare impresa. Prima o poi ce ne andremo da qui - dicono - ma l’Incubatore ci seguirà ugualmente a livello virtuale. Non è semplice oggi trovare spazi e competenze dove sviluppare idee e quindi invitiamo i giovani che vogliono fare impresa a visitare questa realtà».
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