Senza lavoro e case all’asta «Il Comune si impegna a cercare una soluzione»
L’assessore Zuccherelli «I nostri uffici sono aperti facciamo anche appello alle associazioni per creare una rete d’aiuto»
cecina. «Il Comune si impegna a trovare una soluzione per le famiglie in difficoltà. I nostri uffici sono aperti e l’invito è a prendere contatto con gli operatori. Abbiamo alcune risorse da destinare a situazioni di difficoltà, ma certamente non sono sufficienti per far fronte a tutte le necessità. Perciò facciamo appello al volontariato per riuscire a creare, insieme, una rete di assistenza».
Queste le parole dell’assessore Danilo Zuccherelli dopo che Il Tirreno ha raccontato la storia di due famiglie cecinesi a rischio sfratto. Giorgia e Marta, nomi di fantasia, condividono un destino simile: un’impresa di famiglia che, per un motivo o per un altro, versa in difficoltà economiche, una casa venduta all’asta giudiziaria e il rischio di finire in mezzo alla strada da un momento all’altro.
«Due delle soluzioni che il Comune può mettere in campo sono il contributo all’affitto e l’aiuto nel pagamento delle bollette - prosegue Zuccherelli - C’è poi la possibilità di mettere a disposizione un alloggio d’emergenza, ma solo nel caso in cui ci sia una sfratto esecutivo».
Marta ha raccontato di avere problemi a trovare una casa in affitto anche con la garanzia del contributo comunale, perché «nessuno è disposto a cedere in locazione il proprio appartamento a queste condizioni».
Un’altra possibile soluzione potrebbero essere le case popolari. Purtroppo su questo tema spesso c’è la sensazione di fare tentativi a vuoto. «Tanto non ci tocca, è inutile anche fare domanda», ha detto Marta. «La graduatoria per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica si rinnova ogni due anni. Il prossimo bando uscirà questa estate - afferma Zuccherelli - L’invito, nel frattempo, è ad aderire agli avvisi per l’assegnazione degli altri contributi».
Nella loro ricerca di un’abitazione in cui vivere con le proprie famiglie, lo ricordiamo, Marta e Giorgia sono seguite dall’associazione I sogni di Kira, i cui rappresentanti si sono detti anche disposti a fare da garanti nel caso in cui ci fosse la stipula di un contratto d’affitto. —
C.G.
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