Punto ristoro a Caletta si ritenta l’affidamento con gestione di 10 anni
Nel mese il via alla nuova procedura per assegnare il parco L’obiettivo è ridare vita al luogo tramite l’apertura di un bar
castiglioncello. Probabilmente i trent’anni previsti dal precedente bando erano eccessivi o forse i requisiti richiesti per candidarsi erano troppo selettivi. Fatto sta che il tentativo di affidare la gestione del parco di Caletta fino ad ora è andato a vuoto. Ed è un peccato se si pensa che l’insediamento di una nuova attività permetterebbe di ridare vita a un luogo che troppo spesso è finito in balia dei vandali e preda del degrado. Adesso il Comune ci riprova. Entro il mese dovrebbe essere pubblicato il nuovo bando e l’obiettivo è riuscire a “piazzare” il bene, così da garantirne, finalmente, la riqualificazione. La chiave di volta per riuscirci starebbe nel prevedere un minor tempo di affidamento (dieci anni anziché i trenta precedentemente previsti) e nel garantire l’ingresso alla selezione a una maggiore platea di operatori: per questo i requisiti d’accesso riguarderanno unicamente il possesso dell’idoneità professionale nell’ambito di attività di somministrazione alimenti e bevande.
Ecco i doveri di chi vincerà il bando: innanzitutto bisogna eseguire i lavori di manutenzione sul fabbricato commerciale per trasformarlo in un bar tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti e la sistemazione dell’impianto elettrico e di quello del gas. Nel parco c’è anche un magazzino in muratura con centrale elettrica, un pozzo e un manufatto per ricovero pompe. In questo caso il concessionario dovrà provvedere alla realizzazione di tutti quegli interventi che risulteranno necessari. Chi si aggiudicherà il bando dovrà anche occuparsi di sorvegliare l’intera superficie del parco (circa 4200 metri quadrati).
Ricordiamo che nel 2014 la sua gestione fu assegnata all’associazione Endas di Livorno, che è rimasta a cavallo della struttura fino all’estate 2017. Poi l’amministrazione comunale ritenne decaduta la concessione a causa di varie inadempienze. Per l’estate 2018 gli stessi amministratori cercarono di riaprire l’area attraverso una gestione temporanea. Erano però troppi gli interventi da dover attuare per mettere a norma alcune strutture, come ad esempio il piccolo punto ristoro, con le normative vigenti. Dopo un bando andato a vuoto, la speranza è che questa sia la volta buona. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
