Il Tirreno

«Mi hanno rapinato con un coltello», ma si era inventato tutto dopo aver perso alle slot

Federico Lazzotti
«Mi hanno rapinato con un coltello», ma si era inventato tutto dopo aver perso alle slot

I carabinieri hanno denunciato un cinquantaduenne per simulazione di reato. Ai militari ha raccontato di un’aggressione avvenuta nel parcheggio della Coop il 14 dicembre

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ROSIGNANO. Ha raccontato con dovizia di particolari di essere stato aggredito, rapinato e minacciato con un coltello, o comunque un oggetto contundente, da due uomini, in pieno giorno, nel parcheggio vicino alla Coop di Rosignano Solvay, in via Musselburgh. E infine di essere stato costretto, dopo essere stato preso per il collo, a consegnare 150 euro che aveva nel portagli. Inoltre ai militari che lo hanno sentito il 14 dicembre scorso, aveva anche aggiunto, per rendere più credibile il racconto, che i due malviventi avevano «uno spiccato accento siciliano». Insomma, io vi dò questi elementi e voi cercate i responsabili.

A distanza di due settimane i carabinieri sono arrivati però alla conclusione che la storia sia stata completamente inventata, frutto di disperazione e molta fantasia. E hanno denunciato l’uomo, un carpentiere di 52 anni residente a Rosignano, con l’accusa di simulazione di reato.

Ancora più drammatico è ciò che hanno scoperto gli investigatori scavando nella vita dell’uomo e soprattutto sul perché abbia deciso di inventarsi una storia così violenta che non poteva avere alcun riscontro. Fin da subito, infatti, gli investigatori hanno avuto più di un dubbio sul racconto dell’uomo. Nessuno, infatti, avrebbe visto la rapina (possibile vicino al supermercato e in pieno giorno?) e la stessa vittima nonostante la denuncia aveva raccontato di non aver subito nessun tipo di lesione (possibile se vie preso per il collo con forza e minacciato?)

È parlando con i titolari di diversi bar della zona intorno al supermercato che i militari hanno avuto conferma di come il cinquantaduenne sia un frequentatore abituale dei locali, sopratutto delle sale slot dove passa diverso tempo. Una malattia compulsiva, una sorta di dipendenza – spiegano gli esperti – simile a quella per le droghe che spinge le persone a mettere il gioco davanti a tutto, anche alla logica, alla famiglia, alla razionalità. Ecco perché la storia che emerge ha tutto un altro significato.

Il cinquantaduenne, il 14 dicembre scorso, molto probabilmente dopo aver giocato i soldi che aveva in tasca, proprio 150 euro, alle slot e averli persi tutti, sentendosi in colpa o forse non potendo giustificare la mancata disponibilità di quel denaro in famiglia, ha deciso di inventarsi una storia, la storia della rapina. Una giustificazione plausibile che lo mettesse al riparo dalle conseguenze.

Ecco perché ha chiamato i carabinieri e ha spiegato loro di essere stato aggredito appena uscito dalla propria macchina da due persone che lo hanno rapinato dunque omettendo anche il particolare – confermato da altri testimoni – di essere andato in almeno un bar della zona. Adesso quello che rischia il carpentiere è un processo nel quale dovrà difendersi dall’accusa di simulazione di reato. Un reato per il quale si rischia una condanna da un anno fino a tre di reclusione.
 

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