Assistenti familiari, un corso da 18 posti per il progetto “Vita indipendente”
L’iniziativa della Società della Salute coinvolge le associazioni cecinesi che si occupano di handicap
CECINA. Con la presentazione del progetto Vita indipendente ministeriale 2019 la Società della Salute “Valli Etrusche” inizia un percorso nuovo a sostegno dei disabili. La direttrice del consorzio, Donatella Pagliacci, e la responsabile dei servizi sociali Daniela Bicchierini lo hanno illustrato durante una conferenza stampa, ieri mattina in ospedale. Spiegando come la parte che conta è quella relativa alla formazione degli assistenti familiari. Da oggi le istruzioni per accedere al corso teorico e pratico, con 18 posti disponibili, saranno visibili sul sito della Società della Salute. Per i cittadini italiani interessati serve almeno l’obbligo scolastico, mentre per gli stranieri è necessaria la buona conoscenza della nostra lingua. Il sodalizio “Valli Etrusche” ha aderito al bando annuale promosso dal ministero con iniziative riguardanti i disabili al quale partecipano tutte le Regioni e ha ricevuto 100mila euro di finanziamento, di cui 8mila dedicati alla costituzione di personale specializzato.
In sala erano presenti anche la presidente dell’Associazione vita indipendente di Cecina Nunzia Proietti insieme a Michele Bombardi, Marco Pantani e Luca Meini. «Siamo soddisfatte – hanno affermato Pagliacci e Bicchierini – di rientrare nei 12 dei 26 progetti regionali finanziati e in futuro vorremmo proseguire l’esperienza». Che, al momento, è un modello formativo sperimentale. Il corso inizierà a gennaio e prevede 140 ore di teoria tenute da personale sanitario all’agenzia Arca e divise in due pomeriggi alla settimana più 80 di pratica al centro comunale “Il Melograno” in via Torres (forse il sabato mattina). Poi l’esame finale e la consegna del certificato con le relative competenze e i crediti.. L’iscrizione è gratuita e l’obiettivo della sinergia tra Agenzia formativa, Società della Salute e associazioni è estenderlo sul territorio e soprattutto regolarizzarlo, istituendo nel tempo un registro ufficiale con i nomi degli specializzati a disposizione per firmare normali contratti di lavoro.
«Abbiamo voluto la formazione – ha sottolineato Proietti – per garantire un approccio corretto con le persone che ci assisteranno e delle quali siamo i datori di lavoro. Sappiano che dovranno seguirci sia in casa che fuori senza mai sostituirsi alla nostra volontà. Per questo parliamo di assistenza dinamica e non passiva. Mi auguro inoltre che, attraverso il centro dell’impiego, in futuro la situazione divenga sempre più definita e non ci siano problemi nemmeno per le sostituzioni. Il termine esatto che usiamo è personale per la disabilità». È possibile che nel 2020, quando uscirà il prossimo bando, il consorzio si riproponga dando continuità al lavoro svolto e cercando nuove occasioni per ampliare la rete.
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