Madre di cinque figli travolta e uccisa da un'auto pirata, l'appello del marito
Falciata sulle strisce professoressa di 50 anni di Rosignano Solvay: insegnava violino alle medie Galilei di Cecina. Chi l'ha investita e poi scappato
ROSIGNANO. Sarebbe dovuta partire per Londra nel fine settimana. E ieri, dopo aver accompagnato la figlia a tennis, aveva deciso di fare compere, approfittando del tempo libero per acquistare qualcosa che avrebbe potuto rivelarsi utile anche durante il viaggio. Ma non ha fatto in tempo. È stata uccisa da un pirata della strada che, dopo averla investita, è fuggito senza lasciare apparente traccia. L’appello degli inquirenti è uno: «Si cerca una Fiat Panda bianca, primo modello, con parafango neri. Chi ha informazioni utili al riguardo, le comunichi».
Tutto è successo ieri intorno alle 17.30. Roberta Barrile stava attraversando la strada in via della Cava, all’altezza del negozio di abbigliamento Bini e in corrispondenza delle strisce pedonali. Proprio in quel momento una Fiat Panda bianca, primo modello e con i parafango neri che sembra stesse viaggiando in direzione sud, l’ha investita, sbalzandola dalla parte opposta della carreggiata. Chi era al volante di quell’auto non si è fermato. Non l’ha aiutata. L’ha anzi lasciata a terra, agonizzante.
A soccorrerla è arrivata un’ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano con medico a bordo. Chi era lì al momento dell’incidente sostiene che la donna sia stata caricata sull’ambulanza e che il personale sanitario abbia cercato in ogni modo di salvarla.
Ma Roberta Barrile è morta. Aveva 50 anni ed era madre di cinque figli. Era originaria della Sicilia, ma da tanti anni abitava a Rosignano Solvay con il marito Stefano Guidi, attuale vicedirettore dell’istituto Mascagni di Livorno. Insegnante di musica, Roberta insegnava violino alle medie Galilei di Cecina.
Chi conosceva Roberta Barrile è chiaramente sconvolto dall’accaduto. E non riesce a capacitarsi del fatto che qualcuno, dopo averla investita, sia potuto passare oltre senza indugiare.
Adesso tutte le ricerche sono convogliate verso quell’auto: la vecchia Panda bianca. Le forze dell’ordine chiedono collaborazione, sperando che qualcuno possa aver visto qualcosa. Sperano di riuscire a trovare il responsabile dell’accaduto. E le indagini sono in corso.
Per il conducente del mezzo che ha investito e ucciso Roberta Barrile adesso le accuse sono due: omicidio stradale e omissione di soccorso. Le indagini sono coordinate dalla polizia municipale di Rosignano Marittimo, che procede con il supporto della polizia di Stato del commissariato di Rosignano guidato dal vicequestore Marco Falzarano.
L'APPELLO DELLA FAMIGLIA
«Aiutateci a trovare chi l’ha uccisa». È il grido lanciato su Facebook da uno dei figli di Roberta Barrile, morta a 50 anni dopo essere stata investita sulle strisce da un pirata della strada che non si è neanche fermato a soccorrerla. «Vi scongiuro, aiutateci a trovare la persona che non ha avuto nemmeno il coraggio di scendere di macchina e vedere in faccia la persona a cui ha tolto la vita». Roberta era una donna dalla quotidianità piena di musica, di famiglia e di fede. Era una violinista e insegnava strumento musicale. Ha lavorato anche alle scuole Galilei di Cecina. Una passione, quella per le note e gli spartiti, che condivideva con il marito, Stefano Guidi, vicedirettore dell’istituto Mascagni di Livorno. «Siamo sconvolti - racconta Guidi - Chi era mia moglie? Mia moglie era la madre di 5 figli. Era una violinista e una professoressa di musica. Era una persona splendida e una donna di fede».
Roberta frequentava spesso la parrocchia, alternando la preghiera ai momenti di canto e di musica strumentale. Poi si prendeva cura dei suoi figli, tre maschi e due femmine. Una famiglia numerosa, la sua, che in molti conoscevano a Rosignano Solvay. «Oggi ( ieri ndr ) mia moglie aveva accompagnato nostra figlia a tennis e poi aveva intenzione di andare in merceria. Ma l’hanno investita e non si sono nemmeno fermati ad aiutarla». Ancora non è chiaro quando si svolgerà il funerale, anche perché c’è un’indagine in corso e molto dipende dal magistrato. «Me l’hanno fatta vedere per poco - racconta Guidi - Non so altro». Il dolore della famiglia è tanto. Così come il disappunto per il comportamento di chi l’ha investita senza poi soccorrerla. Chi la conosceva sconvolto da quanto è successo. E le parole sono accompagnate da lacrime impossibili da reprimere. E i figli adesso lanciano un appello, anche via social: «Mia madre si chiamava Roberta Barrile - scrive su Facebook uno dei ragazzi - era una donna incredibile. Vi scongiuro, aiutateci a trovare la persona che non ha avuto nemmeno il coraggio di scendere di macchina e vedere in faccia la persona a cui ha tolto la vita. Aiutateci a trovare il colpevole».
Un appello, questo, lanciato anche dalle forze dell’ordine che indagano sul caso: polizia municipale e polizia di Stato. La speranza è che qualcuno possa fornire dei dettagli utili a trovare il pirata della strada. Rosignano Solvay, intanto, è scosso da quanto successo ieri. E da quell’asfalto bagnato di sangue.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
