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La protesta: «Un anno di attesa per ecodoppler. Costretti a rivolgerci ai privati»
Il presidente della Pro Loco Vada Roberto Creatini, dopo aver preso gli appuntamenti allo sportello Cup di Rosignano Solvay, è incredulo.
VADA. «È chiaro che in questo modo i cittadini vengono costretti a rivolgersi a strutture private, visto che le liste di attesa arrivano anche a un anno». E non per un singolo esame, ma per tre tipologie.Roberto Creatini dopo aver preso gli appuntamenti allo sportello Cup di Rosignano Solvay è incredulo. E non riesce a non commentare quella che considera una situazione surreale. «Martedì mattina - racconta - sono andato all’ex distretto sanitario a Rosignano per prenotare una visita oculistica, un ecodoppler agli arti superiori e inferiori e una elettromiografia agli arti superiori». Una visita e due esami per i quali il presidente della Pro Loco di Vada ha ottenuto più o meno la stessa risposta. «Mi è stato detto che il primo posto libero - dice - ,sia per la visita che per ecodoppler ed elettromiografia, è a dicembre del 2020. Un anno di attesa mi sembra davvero troppo». Creatini racconta di aver chiesto alle addette al front office del Cup se ci fosse possibilità di effettuare i controlli in tempi più brevi in altri ospedali dell’azienda Usl Toscana nord-ovest.
«Solo per l’ecodoppler - ricorda - mi è stato prospettato un appuntamento a Lucca fra quattro mesi, nell’aprile 2020. Per il resto niente, nessuna possibilità di anticipare visita oculistica o elettromiografia neppure spostandosi in altre strutture». Creatini è senza parole. «Spesso viene detto - spiega - che la nostra azienda sanitaria è migliore di altre nella regione. Mi sembra incredibile, non voglio neanche immaginare che tempi di attesa hanno i cittadini che abitano nelle altre zone. È chiaro che in questo modo la sanità pubblica costringe le persone a rivolgersi a strutture private. Perché anche se gli esami richiesti possono non essere urgenti, è chiaro che se sono stati richiesti dai medici devono essere fatti per avere chiare certe situazioni della salute dei pazienti. Dover aspettare dodici mesi è assurdo e rischioso».
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