Al Cappellaccio le pizze sono giganti e condite con amore
Il locale esiste a Castagneto Carducci da quasi trent’anni. Il titolare Montisci: «Questo mestiere è un’arte»
Quelle pareti hanno conosciuto generazioni e generazioni di golosi estimatori della pizza. Madri, padri, figli e figli dei figli. Ma hanno anche visto il borgo evolversi e, negli anni, cambiare, pur mantenendo intatta la propria identità più profonda.
Il Cappellaccio per Castagneto Carducci è un’attività storica. E nel locale che si arrampica tra i vicoli e le viuzze del borgo, la pizza si sforna gigante. «Qui è così da sempre – racconta Salvatore Montisci, titolare insieme al figlio Dario e alla moglie Sonia Socci del Cappellaccio – Per noi la pizza è un piatto unico e completo ed è giusto che sia abbondante». Ma, al di là della quantità, la parola d’ordine è qualità.
«Utilizziamo farine biologiche per realizzare sia l’impasto classico che quello semintegrale e i turisti stranieri apprezzano soprattutto la pizza Capricciosa».
E gli italiani? «Loro personalizzano sempre tutto, potremmo anche abolire il menù - dice Montisci sorridendo - Comunque amano molto la quattro formaggi».
Salvatore Montisci è di origini sarde. Da bambino trascorreva le sue vacanze a Castagneto Carducci e, alla fine, ha iniziato a lavorare a Marina di Castagneto. Poi, nel 1991, è iniziata l’era del Cappellaccio.
«Abbiamo servito nonni, genitori e figli, ci sono famiglie di turisti stranieri, soprattutto tedeschi, che fanno parte della storia di questo locale».
A infornare le pizze ci sono Salvatore e Dario Montisci, con il padre che ha insegnato il mestiere al figlio. «Faccio questo lavoro con passione – racconta Montisci padre – La pizza è un’arte e deve essere condita con amore, altrimenti non si va da nessuna parte. Il mestiere, certo, è cambiato rispetto a 40 anni fa, quando ho iniziato io. Prima le esigenze erano diverse. Adesso tutto cambia molto in fretta e dobbiamo essere bravi a rimanere al passo con i tempi. Penso, per esempio, alle pizze gourmet, ma non solo». Il mondo è veloce, in evoluzione e richiede capacità d’adattamento costante, oltre che volontà di miglioramento. Questa è anche la filosofia che si respira al Cappellaccio.
E così, tra farina, mozzarella e pomodoro fresco, da quasi trent’anni, nel cuore del borgo carducciano, dal forno del Cappellaccio escono pizze dopo pizze.
Ed essendo molto grandi è sempre pronta la doggy-bag, ovvero il cartone in cui si possono mettere le fette avanzate per portarle a casa e mangiarle in un secondo momento. «Questi sono tempi difficili, soprattutto per le piccole aziende - sottolinea Salvatore Montisci - Da parte nostra posso dire che proseguiamo con la stessa politica di sempre, cercando di migliorarci anno dopo anno». Mantenere la propria identità, dunque, adeguandola ad un mondo che è in costante cambiamento. —
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