Il Tirreno

Proteste per il medico di base, i cittadini di Gabbro al sindaco: «Serve 5 giorni a settimana»

Stefano Taglione
Un medico di famiglia mentre compila una ricetta (foto d'archivio)
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Un medico di famiglia mentre compila una ricetta (foto d'archivio)

Rosignano, appello a Donati e al prefetto «Tre giorni di ambulatorio sono troppo pochi per gli anziani. Per 40 anni Spagnoli, che ora è in pensione, non faceva così»

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ROSIGNANO. «A Gabbro è pieno di anziani, non possiamo avere il medico solo tre volte alla settimana. La nostra non è una protesta contro la dottoressa Liliana Buontempi, che sicuramente è molto brava e preparata, ma contro il servizio dell’Asl. Spagnoli c’era sempre e sul territorio non aveva altri ambulatori. Chi lo ha sostituito, però, ha anche uno studio a Rosignano Solvay. E noi, che abbiamo una certa età, laggiù non possiamo andare. Qualcuno deve prendere dei provvedimenti alla svelta. Ci appelliamo al sindaco Daniele Donati e al prefetto Gianfranco Tomao».

Furio Filippi è fra i 200 firmatari della petizione che da giorni sta infiammando la frazione. Quella nata da un gruppo di residenti – si può firmare all’Emporio Malanima, in piazza della Chiesa, e al tabaccaio di via Pietro Nenni – dopo il pensionamento del dottor Roberto Spagnoli e l’arrivo del nuovo medico che visita tre volte a settimana contro le cinque del suo predecessore. «Ci ha detto che si deve prendere l’appuntamento – prosegue Filippi – e io, il 7, l’ho chiamata e mi ha dato l’appuntamento per il 25. Non potendo però aspettare così tanto ho preso e sono andato a Solvay, dove visitava già da prima, e mi sono messo in fila. Ma chi è che può fare come ho fatto io? Poche persone. Perché qui è pieno di anziani che si muovono poco».

Il sindaco Donati, rispondendo alle proteste della popolazione, attraverso Il Tirreno aveva assicurato collaborazione e un dialogo costante con l’Asl, allo stesso tempo invitando i cittadini ad abituarsi alla nuova dottoressa e ad avere fiducia in lei, perché «è una grande professionista con un ottimo curriculum». «Abituarci? Ma se Spagnoli con i soli pazienti di Gabbro è campato 40 anni, perché la nuova dottoressa deve visitare anche a Rosignano? – ci va giù duro Lori Cuochi, un’altra delle firmatarie insieme al marito Sergio Pezzatini – No, bisogna pensare prima alla salute dei cittadini. Non siamo in 500, siamo molti di più. Voglio capire cosa dice la legge».

«Io la dottoressa non l’ho ancora conosciuta – aggiunge un altro abitante, Giovanni Malanima – e non mi sta bene che il sindaco dica che dobbiamo abituarci. Lui è stato eletto e deve parlare con l’Asl per trovare una soluzione. Vogliamo il medico cinque volte a settimana, come prima, non tre. Per ora grazie al cielo non ho avuto bisogno delle visite, ma quando dovrò andare da lei cosa devo fare? Prendere l’appuntamento? Per me questa è una novità». «Credo che bisognerà solo codificare queste nuove abitudini e regole – conclude Filippi – ma bisogna fare in modo di aumentare i giorni di ambulatorio, tre sono pochi. Sono certe che se un paziente ha un’urgente, non servirà certo prendere l’appuntamento. Dobbiamo però capire meglio e prendere le misure col nuovo servizio».
 

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