Il presidio
Ex Villaggio francese, meno bungalow ma più grandi: ecco come cambierà
Cecina: Da 300 a 103 casette: operazione della Sandy Beach collegata al piano di difesa della costa con tre pennelli
CECINA. Centotre bungalow al posto dei 300 attuali, più grandi e confortevoli: veri e propri moduli abitativi dotati di servizi interni, nel rispetto degli standard igienico sanitari e del contesto ambientale all’interno del quale sono inseriti. Il progetto che la Sandy Beach, società - che fa capo alla famiglia di imprenditori grossetani Piccionetti e che nel 2016 si è aggiudicata l’asta dell’ex Villaggio Francese, in località Le Gorette, ha presentato prevede il rispetto della metratura interna esistente e la demolizione degli attuali bungalow e delle strutture in cemento con strutture in legno, nel rispetto dell’ambiente pinetato nel quale è inserito.
Bungalow che, dunque, saranno ridotti in numero per far spazio a strutture più confortevoli che, anziché poggiare su basi in cemento, saranno rialzati in modo da non intaccare la capacità drenante del terreno. Un progetto, che ha già ottenuto parere favorevole da parte della Soprintendenza, è in attesa di ulteriori autorizzazioni e permessi. Da un lato, in fatti, il Comune di Cecina è in fase di rilascio del permesso di costruire, dall’altro la Regione Toscana proprio in questi giorni dovrebbe esprimersi sulla valutazione di impatto ambientale, a seguito delle integrazioni avanzate e presentante dalla società.
Le partite in gioco, infatti, sono due: la prima riguarda la parte a terra, all’interno della fascia pinetata, che il corpo forestale gestisce in uso governativo. Proprio il ministero delle politiche agricole, nel 2016, anno che ha fatto registrare l’ultima stagione all’interno del Villaggio Francese, aveva indetto il bando per l’assegnazione, aggiudato dalla Sandy Beach srl. La seconda partita riguarda la parte a mare dell’ex Villaggio dei Francesi, di competenza del demanio. Sono diverse, infatti, le opere necessarie per cercare di arginare gli effetti dovuti all’erosione: le mareggiate che incontrollate e indisturbate si frangono su quel tratto di spiaggia, hanno sensibilmente ridotto la porzione di arenile, del tutto scomparso in alcuni punti.
Una situazione che Il Tirreno ha più volte documentato e denunciato, di totale degrado e abbandono, sia per quanto riguarda la parte a mare che quella a terra. Per cercare di arginare il problema dell’erosione è fondamentale un intervento di protezione. La Sandy Beach srl ha presentato un progetto alla Regione Toscana lo scorso 11 luglio che è considerato propedeutico (dunque necessario) per poter partire con l’investimento: questo prevede l’inserimento di tre pennelli litoranei, due dei quali parzialmente esistenti per cui si procederà al completamento, in scogli naturali, trasversali alla linea di costa ed il ripascimento della spiaggia nelle falcate litoranee tra i pennelli.
Un intervento che dovrebbe andare di pari passo al completamento del porto turistico. A seguito delle integrazioni richieste dalla Regione Toscana, riguardanti nello specifico aspetti progettuali, i materiali utilizzati per il ripascimento e la realizzazione del cantiere necessario alla realizzazione dei lavori, si attende il rilascio della v alutazione di impatto ambientale, con la quale sarà possibile sia richiedere al Comune la concessione demaniale per la parte di arenile che rientra nel progetto, sia il permesso di costruire i pennelli ed effettuare il ripascimento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
