Il Tirreno

Market della droga in una casa di Marina di Cecina: «Spacciavano hashish ai ragazzini»

Federico Lazzotti
Market della droga in una casa di Marina di Cecina: «Spacciavano hashish ai ragazzini»

Arrestati dalla polizia tre muratori e un cuoco napoletano, sequestrati sette etti di stupefacenti e quasi novecento euro

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CECINA. Un appartamento anonimo nelle vicinanze del lungomare di Marina trasformato – secondo gli agenti del commissariato di Cecina – in un market della droga dove ogni giorno decine di giovani e giovanissimi – si parla anche di ragazzi poco più che maggiorenni – si presentavano in auto o in scooter, suonavano il campanello e acquistavano modiche quantità di hashish, quasi sempre per uso personale.

A far insospettire i vicini, il continuo via vai di persone sconosciute che regolarmente – da fine ottobre – frequentavano i dintorni della casa. È cominciata da alcune di queste segnalazioni l’indagine della sezione anticrimine della polizia cecinese che mercoledì sera ha portato all’arresto di quattro persone: tre muratori di origini albanesi e un cuoco napoletano (gli investigatori non hanno divulgato i nomi ndr) affittuario dell’appartamento dello spaccio. Svelando, tra l’altro, un sistema ramificato e strutturato capace di immettere sul mercato importanti quantità di sostanze stupefacenti, soprattutto per un città di piccole dimensioni come Cecina.

Un’operazione che arriva a pochi giorni di distanza dall’allarme lanciato da don Marco Fabbri, parroco del Duomo, che in un lungo intervento al Tirreno aveva denunciato come «la diffusione della droga a Cecina stia raggiungendo livelli veramente alti». Un fenomeno – aggiungeva – «non solo giovanile, ma che riguarda anche adulti di varie fasce sociali e condizioni».

I tre stranieri, due di questi sono fratelli, sono stati fermati intorno alle 19,15 di mercoledì 20 novembre in viale della Repubblica mentre erano a bordo di una Lancia Y. Sull’utilitaria gli agenti – che da giorni pedinavano i tre di età compresa tra i 24 e i 27 anni – hanno trovato nella macchina sei etti mezzo di hashish divisi in sei panetti da un etto e un settimo da 50 grammi. Erano nascsti in alcuni sacchetti dove erano stati mischiati anche diversi generi alimentari. Successivamente la perquisizione è stata estesa anche all’abitazione di Cecina Mare dove vive il cuoco, 43 anni, che secondo gli investigatori una volta ogni dieci giorni si occupava di andare in Campania per acquistare la droga che poi veniva spacciata in Toscana.

Nell’appartamento vicino al lungomare è stato trovato e sequestrato un altro panetto di hashish da cinquanta grammi. Per un totale di poco più di sette etti di droga che rivenduta al dettaglio avrebbe garantito un incasso di poco inferiore ai cinquemila euro. «Tutti è quattro – spiegano da commissariato di Cecina – sono stati arrestati per il reato di detenzione, ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti». Nei confronti di tutti quanti il pubblico ministero di turno Massimo Mannucci ha disposto il trasferimento nel carcere livornese delle Sughere in attesa dell’udienza di convalida che dovrebbe svolgersi questa mattina in tribunale.

Durante l’operazione sono stati anche sequestrati 845 euro che secondo gli investigatori erano l’incasso derivanti dall’attività di spaccio. «Nonostante tutti e quattro avessero un lavoro – conferma chi indaga – l’attività principale era quella legato alla spaccio». Secondo quanto è stato possibile ricostruire in un mese di indagini, infatti, quando il cuoco quarantatreenne andava in Campania per comprare la droga poi si affidava alla mano d’opera albanese per l’attività di spaccio al dettaglio.

«La particolarità dell’attività – proseguono dal commissariato – ha fatto anche emergere che i quattro arrestati non risultano essere assuntori di sostanze stupefacenti e solo uno di loro, l’italiano aveva precedenti specifici in merito». La vendita, come detto, era mirata a una fascia di ragazzi molto giovani che si affacciano all’uso di sostanze stupefacenti definite leggere «ma che spesso – fanno notare gli agenti – automaticamente portano poi all’uso di quelle più pesanti». Secondo gli investigatori questa operazione potrebbe aver interrotto una delle attività di spaccio più fiorenti di Cecina per quello che riguarda la vendita di hashish.

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