Camerieri d’Italia, Gabriele è il migliore: «Ecco i miei segreti»
Il giovane cecinese è chef de rang nel locale di Cannavacciuolo: «Bisogna essere un po’ psicologi e studiare»
CECINA. Miglior cameriere d'Italia. Ad aggiudicarsi il prestigioso titolo è Gabriele Bianchi, cameriere di sala, classe 1995, di Cecina. Il giovanissimo, che in questo momento lavora come chef de rang nel ristorante Villa Crespi a Orta San Giulio, Novara, del famoso cuoco Antonino Cannavacciuolo, ha vinto il concorso “Miglior Giovane Professionista di Sala under 30 d’Italia”, sbaragliando una decina di partecipanti provenienti da diverse regioni d'Italia. «Eravamo in 9 a gareggiare – spiega Gabriele Bianchi, ricostruendo le fasi emozionanti della finale - Il mondo della sala proveniente da tutta Italia riunito a Roma per una giornata che ci ha visti impegnati in due prove: una prova teorica generale e una prova pratica».
La vittoria di Gabriele Bianchi arriva dopo che, lo scorso anno, il ragazzo cecinese aveva conquistato il titolo di Miglior Emergente sala - nord Italia. La finalissima del concorso Emergente Sala 2019, ideato da Lorenza Vitali e da Luigi Cremona, ha preso forma a Roma, a fine ottobre, negli spazi del prestigioso Grand Hotel Plaza. La passione di Bianchi verso il mondo della ristorazione inizia da bambino, nell'attività a conduzione familiare dei genitori, e matura grazie agli studi fatti all'istituto Alberghiero di Rosignano. Nonostante la giovane età, Bianchi vanta un curriculum ricco di esperienze prestigiose, con chef del calibro di Luciano Zazzeri del ristorante La Pineta di Marina di Bibbona e altri.
«Sono molto contento della vittoria – aggiunge Gabriele -. Nonostante fosse un obiettivo che mi ero prefissato, per il quale mi sono preparato tanto, non mi aspettavo di vincere. È una grande soddisfazione, una spinta per continuare a far bene, a formarmi sempre di più. Anche la mia famiglia è rimasta molto contenta». I partecipanti al concorso sono stati valutati da una giuria composta da Marco Colognese della Guida Espresso, Paolo Marchi di Identità Golose e diversi maitre di ristoranti stellati. Come deve essere un cameriere oggi? «Il cameriere moderno – aggiunge il giovane – è un cameriere psicologo, non è più il cameriere ingessato, è un professionista attento alle esigenze del cliente: deve essere pronto ad accontentarlo, ad ascoltarlo, a comunicare con lui. In tale senso, il nostro è diventato un lavoro di comunicazione, non è più un lavoro banale».
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Ci sono stati, negli ultimi anni, dei cambiamenti nel modo di apparecchiare la tavola? «A Villa Crespi – prosegue – l'apparecchiatura è classica: tovagliolo, bicchiere, acqua e vino. Adesso si predilige uno stile british, più dinamico, che predilige la modernità: ad esempio non si usa più la tovaglia che è stata sostituita dal tovagliolo e, al posto del tovagliolo, si usa una specie di panno. La ristorazione stellata, invece, predilige una apparecchiatura più minimale: le posate, ad esempio, vengono portate al momento del bisogno. L'apparecchiatura, in genere, rispecchia la personalità delle persone che lavorano in sala, ognuno ha il proprio stile».
Bianchi parla anche di come è cambiata la clientela che, oggi, rispetto al passato, si presenta più attenta e informata sul mondo della ristorazione. «Il cliente di oggi è un cliente molto preparato, esigente. Il cameriere, di conseguenza, deve essere molto preparato, non solo sul mondo della ristorazione, deve possedere nozioni di cultura generale, di storia, di geografia. Anche per lavorare in pizzeria bisogna essere un minimo preparati. Io spero di crescere all'interno del ristorante per il quale lavoro in questo momento». Consigli a un giovane che vuole lavorare nel mondo della ristorazione? «Studiare, vedere, fare pratica, viaggiare, ampliare le proprie prospettive, formarsi sempre, lo studio viene prima di tutto».
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