L’ex sindaco Fabio Tinti presidente nazionale di Confesercenti moda
«Sarò al servizio dell’associazione e delle imprese». Succede a un imprenditore ravennate in carica per 20 anni
DONORATICO. Fabio Tinti, classe ’65, ex sindaco, per due mandati del Comune di Castagneto Carducci, è stato eletto, nelle scorse ore, presidente nazionale di Fismo (Federazione italiana settore moda Confesercenti). Guida l'attività di famiglia con i negozi di calzature e pelletteria. Succede a Roberto Manzoni, imprenditore ravennate del commercio moda che, in periodi distinti, ha guidato Fismo Confesercenti per quasi 20 anni. L’associazione negli anni si è occupata della valorizzazione del Made in Italy, della tutela delle Pmi del comparto, sul tema della rivisitazione dei tempi di attuazione dei saldi ed anche per la ricerca di forme di tutela dei negozi di vicinato, che da sempre garantiscono presidio territoriale e vitalità dai piccoli centri alle grandi città.
«Attualmente ricoprivo la carica di presidente regionale. La mia indicazione e nomina ulteriore – ha detto Tinti, che è anche presidente della Pro Loco di Marina e Donoratico - è emersa per un naturale avvicendamento dei ruoli dopo la scadenza naturale del ex presidente Roberto Manzoni, al quale va il mio sincero ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni. Sono onorato perciò di ricevere questo incarico. Sarò al servizio dell'associazione e delle imprese che rappresento per offrire nuovo slancio a un comparto che rappresenta una delle eccellenze del nostro Paese».
«Con grande soddisfazione Fabio Tinti – ha aggiunto la presidente provinciale di Livorno di Confesercenti Maristella Calgaro - imprenditore del settore delle calzature e pelletteria di Castagneto Carducci è stato nominato presidente nazionale. Un incarico prestigioso che, senza alcun dubbio, Fabio condurrà al meglio grazie alle sue capacità imprenditoriali e manageriali. A nome mio e della presidenza tutta, un grande in bocca al lupo».
Nei giorni scorsi si è tenuto a Firenze il Premio Moda 2019 che ha portato alla luce dati tanto interessanti quanto allarmanti relativi alla flessione della vendita nei negozi di abbigliamento, calzature e altro, la chiusura nei piccoli centri, in favore dell’e-commerce o vendita on line. Nell’abbigliamento, in particolare, la contrazione del 2019 compensa l’incremento del 2018. Il comparto e la sua filiera contano ben 208 mila imprese e un fatturato di oltre 135 miliardi di euro che rappresentano il 4% del valore della produzione nazionale e del valore aggiunto, con 847 mila occupati rappresenta il 5% degli occupati totali. Tra il 2017 ultimo anno disponibile e il 2011, 37 mila aziende sono sparite, sono andati persi oltre 5 miliardi di fatturato, 6 miliardi di valore alla produzione e 60 mila occupati.
L’abbigliamento online in Italia raggiunge quasi i 3,3 miliardi di euro nel 2019 con una crescita del 16% rispetto all’anno passato e con un tasso di penetrazione del 9% del totale delle vendite del settore. Gli acquisti non si rivolgono solo al lusso ma anche alla componente mass market e lo smartphone è il primo canale di generazione della domanda eCommerce B2c nel Fashion. —
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