Armunia, il risanamento passa attraverso una fondazione
Alle Creste l’incontro di Opificio: confermato il ruolo di motore culturale L’associazione pronta a sciogliersi: i dipendenti passeranno nel nuovo organismo
ROSIGNANO. «Uno stimolo per l'amministrazione comunale». Così Paolo Rotelli, presidente di Opificio, definisce l'incontro pubblico organizzato dall’associazione al centro “Le Creste” su “Armunia: fondazione o associazione?”. Il tema, dibattuto da anni – la Fondazione è nata nel 2012 e il passaggio dell'associazione al nuovo organismo veniva dato per imminente fino dal 2013 – ha avuto un nuovo impulso da quando il consiglio comunale ha nominato ad ottobre il consiglio della fondazione, composto da due rappresentanti di maggioranza – Antonella Pedone (Pd) e Martina Becuzzi (lista In Comune Licia Montagnani) - e uno di opposizione, Claudio Marabotti (Rosignano nel Cuore). Inoltre il Comune di Rosignano – socio unico della Fondazione Armunia, a sua volta socio fondatore dell'associazione - dovrebbe prendere decisioni almeno sul vertice dell’associazione, priva del presidente da giugno, quando Vincenzo Brogi è stato nominato assessore nella giunta. In questo contesto si è inserito l'incontro pubblico promosso da Opificio, che ha chiesto di intervenire all'ultimo presidente Brogi, allo storico direttore di Armunia Massimo Paganelli, al regista Carlo Rotelli, già presidente della scuola comunale di Cecina Artimbanco, e ad Alessio Pizzech, neodirettore del teatro “De Filippo” di Cecina. A completare il parterre de rois Marco Leone, direttore della Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e della ex scuola comunale Artimbanco. Erano assenti, tra i diretti interessati, il Comune di Rosignano e i condirettori artistici di Armunia, Fabio Masi (anche direttore generale) e Angela Fumarola. Agli interventi dei relatori è seguito il dibattito nella tavola rotonda introdotta da Gaia Vivaldi e il contributo di numerosi presenti, tra i quali Luca Agostini, Walter Botti, Giacomo Luppichini ed Enrico Ferri. Da più parti è stato sottolineato il ruolo svolto da Armunia sul territorio, contribuendo allo sviluppo della cultura teatrale, in particolare attraverso le residenze. Per questo contributo importante è stato auspicato il passaggio dell'associazione alla fondazione nel più breve tempo possibile. Il maggior ostacolo finora è stato il debito dell'associazione, che - come spiega Brogi - «al bilancio consuntivo del 2018 ammontava a 460mila euro, circa 157mila in meno rispetto al 2015, ma oltre la metà erano di Tfr ormai liquidati a dipendenti andati in pensione».
A questo punto dunque la “fusione” dei due organismi potrebbe essere più vicina. «Tra le varie soluzioni al vaglio – prosegue Brogi - ci sarebbe la messa in liquidazione dell'associazione e dei dipendenti per farli confluire nella fondazione, che potrebbe far fronte con un piano di rientro pluriennale». Durante l'incontro è emerso anche come Castello Pasquini sia il luogo più adatto per le attività della fondazione (che vi ha sede istituzionale in base allo statuto, articolo 2), anche se da ottobre è in ristrutturazione (il primo lotto di lavori dovrebbe concludersi a marzo 2020). «Nessuno in Comune ha mai messo in dubbio che il Pasquini dopo la riqualificazione resterà un riferimento per la cultura – aggiunge Brogi – Armunia non è un soggetto di secondo piano per l'amministrazione, e lo dimostra la quota annuale di 615mila euro che versa l’ente, la gestione della foresteria per le residenze e dell'auditorium Danesin al castello di Marittimo». Proprio la visione della politica culturale sembra l'aspetto più importante emerso dall'incontro, di cui il consolidamento di Armunia come fondazione è l'effetto. Durante il dibattito si è parlato infatti anche di un rilancio dell'ente in ambito sovracomunale. Ai nuovi percorsi intrapresi dai governi del territorio in questo momento è particolarmente interessata Artimbanco, non più scuola comunale per un cambio di progettualità da parte del Comune di Cecina e oggi associazione ospite dell'Ordigno di Vada per l'attività formativa.
Non ultimo il suo direttore Leone, rimasto in carica a Cecina anche dopo la nomina alla guida della Fondazione Goldoni da parte del sindaco 5 Stelle Filippo Nogarin, e ora al lavoro a Livorno con una giunta Pd. Nei prossimi mesi dovrà essere nominato il presidente di Armunia associazione, posto vacante dopo l'uscita di Brogi a giugno, e i vertici di Armunia Fondazione, se si delineano i nuovi assetti. In questa partita aperta a Rosignano potrebbero scendere in campo anche giocatori che finora hanno indossato la maglia di altre squadre. —
Federica Lessi
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