Il Tirreno

la lettera  

Il mio bel parco pubblico dei Pungenti ridotto a parcheggio

Gigliola Ciuti Badii
Il mio bel parco pubblico dei Pungenti ridotto a parcheggio

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Una nostra lettrice, 85enne, interviene sulle condizioni del parco pubblico dei Pungenti, a Caletta. Lamentandosi dello stato di degrado in cui l’area versa da tempo. Ecco la sua lettera.

Risiedo a Castiglioncello ormai da 28 anni e, avendone ben 85, passo le ore calde dell’estate nel “cosiddetto” parco dei Pungenti a Caletta: tutti vi accedono comodamente senza scale, hanno il beneficio di avere a disposizione i servizi di bar e ristorante; il panorama è bellissimo e, per la sua posizione, il luogo è sempre ventilato.

Per questo anziani e mamme con bimbi in passeggino ecc. lo prediligono. Ma… c’è un ma grosso come una casa, visto che da anni tutto sta andando in malora: le cinque bellissime palme sono state tagliate (e questo è colpa solo del punteruolo rosso), altre piante invecchiano e non vengono sostituite né potate affinché riprendano a vivere, le panchine ormai obsolete rispetto a quelle più moderne di altri tratti di lungomare, sono precarie per ruggine ed erosione del terreno in pendio dovuta a pioggia.

All’ingresso con sbarra c’è anche un cartello con su scritto “Parco pubblico” ma troppe persone, evidentemente bisognose di occhiali, ci leggono “Parcheggio”. Vista la presenza continua di macchine – ciò comporta che, sul lato destro, non c’è più un filo d’erba, solo terraccia – una volta esisteva anche una fontanella, oggi scomparsa.

Per un intervento risanatore non vorrei aspettare fino alle prossime elezioni comunali, perché non so se ci arrivo. Grazie per la cortese attenzione.

Gigliola Ciuti Badii



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