Il Tirreno

Sorpresi dai carabinieri a rubare nelle case: tre arresti a Bibbona, uno ha 17 anni

Stefano Taglione
Parte della refurtiva sequestrata dai carabinieri
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Parte della refurtiva sequestrata dai carabinieri

Cecina: blitz alla California dopo la segnalazione di un cittadino. I ladri sono stati inchiodati grazie all’orecchino di una signora

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BIBBONA. Il cosiddetto “palo”, i carabinieri, lo hanno scoperto mentre si nascondeva sulla macchina, una Fiat Punto celeste. Rinchiuso dentro l’auto, alla vista dei militari della stazione di Bibbona, si era sdraiato sui sedili sperando di farla franca e cercando di avvertire i complici. Ma non ci è riuscito. Anzi: quando i due amici di crimine lo hanno raggiunto, di ritorno da un furto in una villetta della California, sono andati incontro allo stesso destino: l’arresto in flagranza di reato.

I carabinieri della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, hanno fermato e tratto in arresto per furto aggravato in concorso tre persone. Si tratta dei macedoni Naser Alil di 53 anni e Ismail Shain di 33, entrambi residenti nel campo nomadi di via dell’Idrovora, a Coltano, nel Pisano. Insieme a loro un ragazzo di 17 anni che vive a Livorno, di cui Il Tirreno omette l’identità in quanto minorenne. I primi due – su disposizione dell’autorità giudiziaria – si trovano già agli arresti domiciliari nelle loro abitazioni vicino all’Aurelia, a Pisa, in attesa di comparire in tribunale per l’udienza di convalida davanti al giudice, probabilmente già nella mattinata di oggi. Il terzo, il diciassettenne, è stato invece accompagnato dagli stessi militari in una struttura di prima accoglienza di Firenze. Per lui, la competenza giudiziaria, è del tribunale dei minorenni del capoluogo toscano.

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Il blitz dei militari è scattato attorno alle 21.30 di sabato 26 ottobre grazie alla segnalazione di un abitante di via della Camminata, che aveva notato uno dei ladri all’interno di un’abitazione abbandonata. Da lì, una pattuglia dei carabinieri di Bibbona che stava perlustrando la zona proprio per prevenire i furti, ha notato la Punto celeste ferma in modo del tutto anomalo. Ed è scattato il controllo – al quale hanno partecipato anche gli agenti della polizia di Stato – che ha poi portato ai tre arresti.

Gli investigatori sono riusciti a collegare i tre arrestati ai furti appena messi a segno grazie alla refurtiva che portavano con loro e che, vedendo gli uomini dell’Arma, avevano appena gettato nelle sterpaglie. In particolare un orecchino, ritrovati dai militari e riconosciuto dalla proprietaria di una villetta, alla quale è stato immediatamente restituito così come il resto degli oggetti portati via. Per entrare nella villetta avevano forzato una finestre e, per non lasciare impronte, indossavano dei guanti. Sequestrati - oltre alla refertuva e alla Punto celeste - anche alcune banconote indiane.

Alil e Shain, inoltre, sono stati anche denunciati per aver fornito false informazioni sulla loro identità. In pratica – stando a quanto emerso – avrebbero dichiarato di chiamarsi in un altro modo. Ma i carabinieri, grazie alle impronte digitali e ai rilievi fotodattiloscopici effettuati subito dopo l’arresto, sono riusciti a risalire alla loro vera identità, indagandoli anche per questo reato.

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