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Istituti comprensivi, chi dice sì «Positivo per alunni e docenti»
L’Ernesto Solvay e il Carducci devono ancora essere approvati dalla Regione Ma intanto dirigenti e reggenti promuovono la proposta dell’assessora Peccianti
La strada per arrivare ai due istituti comprensivi (l’Ernesto Solvay e il Carducci) è ancora lunga, ma lastricata di buone... recensioni. Abbiamo contattato le scuole per chiedere a dirigenti e reggenti giudizi sulla proposta dell’assessora alle politiche educative Cecilia Peccianti, e chi ci ha risposto ha dato una valutazione positiva, precisando che «non si tratta di essere pro o contro, ma della necessità di scongiurare il sottodimensionamento, che comporta la perdita della dirigenza e della qualità dell’istruzione», come spiega la dirigente scolastica del primo circolo Ernesto Solvay Teresa Scognamiglio.
Che poi prosegue: «Le disposizioni legislative parlano chiaro, questa operazione la fanno in tutta Italia e la faremo anche noi. Accanto ai benefici arriveranno alcune difficoltà per la dislocazione degli uffici e per le attività amministrative da riordinare, ma l’istituto e il Comune faranno degli incontri pubblici in nome della trasparenza».
Sulla stessa linea Caterina Startari, dirigente scolastica delle Giovanni Fattori: «Io vengo da un istituto comprensivo, dove ho vissuto l’esperienza della verticalizzazione realizzata non come un’emergenza. L’istituto comprensivo offre un supporto pedagogico e didattico in conformità con le indicazioni ministeriali riguardo al primo ciclo (che parte alla materna e finisce alle medie) in termini di “traguardi di competenze”, e ha una valenza educativa fondamentale per seguire gli studenti.
«È un vantaggio anche per il corpo docente, che potrà essere valorizzato in più àmbiti».
All’atto pratico comunque, secondo la dirigente, il cambiamento ricalca una realtà già consolidata andando a migliorarla: «Le Fattori hanno circa 620 alunni e saranno suddivise in due plessi com’è già attualmente. Il vantaggio è che gli alunni della primaria avranno la possibilità di essere seguiti anche alle medie grazie alla verticalità del curriculum didattico-formativo».
L’accorpamento piace infine anche per la preside Daniela Mancini, reggente sulla direzione didattica Carducci di Marittimo: «Io mi trovo a fare da traghettatrice di questa direzione didattica, e considero questo un passaggio proficuo, perché permetterà una maggiore razionalizzazione (e, di conseguenza, una migliore amministrazione) e verticalità e per gli insegnanti, che in questo modo saranno più tutelati».
«Io vengo dall’esperienza di Vinci, dove i comprensivi – prosegue Mancini – si sono fatti e funzionano bene, e posso dire che vantaggi reali non ce ne sono: ci sono pregiudizi da superare sul cambiamento – come per qualsiasi cambiamento – per nuovi colleghi, ambienti più grandi... Ma posso dire che questa unione non è stata fatta con leggerezza, e mi sento di dare un consiglio ai colleghi e ai genitori: siate contenti – conclude – perché cambiare in meglio, superato lo stress, va a vantaggio di tutti in termini di inclusione e di possibilità di portare avanti progetti». —
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