Il presidio
Fials contro Asl e sindaco «Lippi doveva sapere cosa sarebbe successo»
cecina. Anche il sindacato Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) si schiera contro la chiusura dell’ufficio protesi a Cecina: «In questo modo si rinuncia all’esperienza e alla professionalità del personale che non si limitava alla raccolta dei moduli, come effettuerebbe uno sportello Cup, ma interfacciandosi direttamente con il cittadino ne seguiva la pratica verificando fin da subito la congruità o completezza della sua compilazione». Secondo l’ipotesi del sindacato «il Cup inoltrerà la pratica a un ufficio non più aperto al pubblico, e quindi per perfezionare la modulistica sarà necessario rintracciare nuovamente l’utente e farlo ritornare al Cup». Questo potrebbe rappresentare un problema per il cittadino, che si vedrebbe allungare i tempi per ottenere la protesi gratuita tramite il servizio pubblico. Per cui la volontà di chiudere l’ufficio «è una scelta aziendale che non porta nessun miglioramento per il cittadino. Ciò che ci meraviglia è leggere sulla stampa che il sindaco di Cecina chiede all’USL di fermare questa riorganizzazione, quando lui stesso in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci, e Presidente della Società della Salute delle Valli Etrusche, era a conoscenza della analoga sorte avvenuta in precedenza sia per gli uffici di Piombino e di Livorno», conclude il sindacato. —
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