Il Tirreno

attività estrattive 

«No a nuovi scavi» Piano cave, il Comune invia le osservazioni

Claudia Guarino

Castagneto chiede che Romitorino e Valle delle Dispense non siano più identificati come giacimenti potenziali  

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castagneto. Il Comune di Castagneto Carducci dice no all’apertura di nuove cave sul territorio. L’aveva annunciato la sindaca Sandra Scarpellini e adesso lo mette nero su bianco la giunta, incaricando gli uffici di presentare le osservazioni al Piano cave. Ciò che si chiede alla Regione Toscana è chiaro: i siti di Romitorino e Valle delle Dispense devono essere eliminati dall’elenco dei giacimenti potenziali.

Prima di tutto perché le cave «distruggerebbero irreparabilmente» il territorio, intaccando «il patrimonio idrico sotterraneo» e «peggiorando la qualità delle acque, a causa dell’infiltrazione di agenti inquinanti, come idrocarburi e cromo, derivanti dalla lavorazione dei blocchi di marmo».

I nuovi siti estrattivi, inoltre, secondo il Comune cambierebbero per sempre il profilo delle colline, danneggiando le piante centenarie che le popolano e, di fatto, eliminando parecchi ettari di bosco.

Se la tutela dell’ambiente è il motivo principale che spinge il Comune ad opporsi al Piano cave, le osservazioni di Castagneto prendono in considerazione anche il ciclo produttivo in sé.

Il marmo di Castagneto, cioè, presenterebbe fratture che ne intaccano la massa. Le passate estrazioni, peraltro, avrebbero dimostrato la bassa resa dei blocchi e avrebbero messo in evidenza la presenza di parecchio materiale di scarto.

L’apertura di nuove cave di marmo, insomma, «risulta improduttiva». Per tutti questi motivi il Comune di Castagneto non vuole che Romitorino e Valle delle Dispense diventino giacimenti potenziali e, dunque, nuove possibili superfici di cava. «I residenti si aspettano che, per queste aree, siano previsti il recupero del patrimonio e la valorizzazione del paesaggio, così da rendere attuabile la promozione di un parco naturale - è possibile leggere nelle osservazioni destinate alla Regione - Inoltre, da circa un decennio, gli imprenditori agricoli e i proprietari dei terreni hanno investito ingenti risorse private per la realizzazione dei vigneti doc e delle relative cantine di produzione. Oggi dunque il territorio ha una forte vocazione agricola di qualità, non certo una vocazione basata sull’estrazione del marmo». Del resto la sindaca Sandra Scarpellini era stata chiara: «Chiederemo che la Regione Toscana si faccia carico di una visione territoriale più vasta, che tenga conto delle nostre specificità territoriali. Lo sviluppo di Castagneto deve basarsi su altro: sul turismo e sulle sue unicità paesaggistiche. Non di certo sulle cave. Recentemente abbiamo dovuto adeguare gli strumenti comunali al Paerp (piano provinciale delle attività estrattive ndr) E, di fatto, non c’è il divieto di aprire nuovi fronti di cava. Ma la nostra intenzione è di non andare verso una ripresa dell’attività estrattiva». —

Claudia Guarino

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