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museo bios a bibbona 

Rubano statua durante una conferenza È già il secondo furto

Fabrizio Cavallini
Rubano statua durante una conferenza È già il secondo furto

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BIBBONA. Altro schiaffo alla cultura, al Forte di Marina di Bibbona. Dove mercoledì scorso, durante la conferenza di Alessio Pierotti sui “Funghi psicotropi e lo sviluppo delle civiltà umane”, qualcuno ha aperto una delle vetrine ed ha asportato un calco di una piccola Venere paleolitica provocando un grave danno, non tanto economico, trattandosi di appunto di un calco, quanto alla didattica che il museo Bios si è sempre adoperato a fare. «Chiunque sia stato – ha detto il curatore dello stesso Glauco Baldassari – dovrebbe vergognarsi di aver privato un museo, che dovrebbe essere un luogo di rispetto per tutti, di una piccola cosa ma di enorme importanza per mostrare l'attività artistica dei nostri antenati di 20.000 anni fa».

Pare certo che l’autore del furto fosse tra i presenti alla conferenza e conoscesse bene la disposizione degli oggetti in mostra. Spostatosi nelle sale adiacenti a quella dove parlava il biologo Pierotti ha silenziosamente fatto scorrere i vetri della teca in cui era custodita la Venere per poi trafugarla, e con essa il suo piedistallo ed il relativo cartellino. Un furto mirato, perché in loco non mancano altri oggetti. Nel maggio scorso c’è stato invece un vero e proprio saccheggio. Nottetempo hanno portato via il settanta per cento del materiale museale. Si trovava temporaneamente in scatoloni coperti da panni perché i locali erano in via di ristrutturazione. E quando sono stati aperti, l’amara sorpresa. Rubati bei minerali, fossili, materiali pregiati comprese altre veneri più famose. Quando in giugno il museo è stato inaugurato le vetrine erano tuttavia pressoché colme, perché tanti amici del paleontologo Baldassari avevano donato numerosi oggetti da esporre. Altri era stato lui stesso per così dire a rimpiazzarli. A migliorare e valorizzare i locali che ospitano il museo ci aveva pensato nella tarda primavera l’imprenditore fiorentino Luca Boncompagni, dotandolo a sue spese delle vetrine; lo stesso Boncompagni aveva precedentemente acquistato e restaurato (in collaborazione con la Soprintendenza) la torre del centro storico di Bibbona. Nelle settimane successive al saccheggio di maggio era stato installato al Forte un sistema di allarme, che ne preserva però solo le vie di accesso. Teche escluse. E mercoledì era disinserito perché all’interno c’era l’appuntamento culturale di cui dicevamo. —

Fabrizio Cavallini

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